I Verdi si preparano al verdetto delle urne

La prossima decisiva scadenza elettorale è stata al centro dell´assemblea dei Verdi valdostani, riunitisi ieri pomeriggio all´Espace Populaire di via Mochet. In apertura Elio Riccarand ha parlato del referendum propositivo
Elio Riccarand
Politica

La prossima decisiva scadenza elettorale è stata al centro dell´assemblea dei Verdi valdostani, riunitisi ieri pomeriggio all´Espace Populaire di via Mochet. In apertura la relazione di Elio Riccarand ha fotografato le ultime esperienze, in particolare quella del referendum propositivo. "Abbiamo tre mesi di tempo – ha sintetizzato – per delineare un programma comune assieme ai nostri alleati naturali, con i quali abbiamo condiviso le ultime elezioni. La nuova legge elettorale, infatti, premia la capacità di coalizzarsi attorno a un obiettivo comune. Dobbiamo perciò lavorare per l´unità di tutti coloro che possono riconoscersi nell´Arcobaleno, e per la riproposizione di una coalizione con il `Galletto´, anche alla luce del successo raccolto nel 2006. Il tempo purtroppo scarseggia – ha proseguito – e purtroppo stiamo scontando un eccesso di tatticismo di VdA – Aoste Vive, che sta rimandando il momento di assumere decisioni sulla coalizione".

Per quanto riguarda il referendum, Riccarand ha voluto evidenziare una lettura positiva dell´esperienza. "C´è stata una mobilitazione di coscienze tale da costringere la maggioranza a varare in fretta una nuova legge elettorale, e questo dimostra l´incisività della nostra azione a livello politico, nonostante l´esito negativo del referendum. Inoltre l´UV e i suoi alleati stanno pagando un prezzo in termini di immagine per la "campagna delle matite spezzate", a favore dell´astensionismo. Lo strumento referendario non va abbandonato, al contrario, rafforzato in modo che diventi una strada realmente praticabile".

Infine, nella sua ultima assemblea in qualità di coordinatore del movimento, Riccarand ha tracciato un bilancio dell´azione del movimento in Valle d´Aosta. "In Italia solo da noi e in Trentino Alto Adige la presenza e l´azione dei verdi sul territorio assume una tale rilevanza, anche in termini di voti. Siamo spesso accusati di essere il partito dei "no" – ha affermato – ma sono numerose le leggi regionali che portano la nostra impronta, in questi anni siamo stati fortemente propositivi. Inoltre possiamo affermare che tanti temi scottanti, che affollano l´agenda politica non solo valdostana, sono stati affrontati in primo luogo da noi. Le politiche sostenibili in tema di rifiuti ed energia, per fare un esempio, sono dei nostri vecchi cavalli di battaglia, che solo recentemente sono stati recepiti".

Successivamente, nel suo intervento, il consigliere regionale dell´arcobaleno Dina Squarzino ha anticipato quanto prevede la bozza della riforma dello Statuto riguardo ai referendum propositivi. "Ci vorranno – ha sostenuto – molte più firme e adesioni per proporre i referendum di proposta di legge di iniziativa popolare, e al posto della commissione dei tre saggi, a vigilare sull´ammissibilità delle proposte, sarà un´autorità garante, la stessa che si occuperà del difensore civico e del consigliere di parità".

In seguito hanno preso la parola molti esponenti dell´Arcobaleno. Tra loro, Marisa Bracci, dell´Italia dei Valori, ha ricordato i principi e le motivazioni in base ai quali è stata costituita la coalizione, Carlo Curtaz, membro del coordinamento regionale dell'Arcobaleno, ha auspicato la creazione di liste con una forte componente di persone al di sotto dei quarant´anni, per avviare un indispensabile processo di ricambio generazionale, e Sandro Bortot ha ricordato la gestione idrica e i servizi per il cittadino quali temi importanti da inserire nell´agenda politica.

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