Aosta boccia la riforma degli enti locali, approvata in larga condivisione da tutte le forze presenti in Consiglio regionale, eccezion fatta per il MoVimento 5 Stelle. Non è passata, infatti, nella seduta pomeridiana del Consiglio di Aosta, la delibera che modifica lo Statuto del Comune in vista della nuova legge elettorale approvata.
Quello che sembrava quindi un Pro forma, un passaggio senza sussulti, si trasforma improvvisamente in un ostacolo insormontabile che inchioda l’assise del Capoluogo, costringendo verosimilmente alla convocazione – in tempi stretti – di un Consiglio straordinario.
La delibera di Giunta correggeva infatti lo Statuto attuale adattandolo alle direttive della legge regionale 1/2015, proponendo diverse modifiche: le Unités des Communes sostituiscono le Comunità Montane, cessa l’incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere, non sarà possibile nominare assessori tecnici ma, soprattutto riduce a cinque (rispetto ai sette attuali) il numero di assessori in Giunta comunale.
Provvedimento che naufraga, viste le 9 astensioni (tutto il gruppo Alpe più Luberto e Napoli del Gruppo Misto di maggioranza e Scoffone di Stella Alpina), il voto contrario di Momigliano Levi di Sinistra per la Città ed i restanti 18 voti favorevoli. Troppo pochi, visti i 2/3 (ovvero 21 su 30) necessari ad approvare una modifica allo Statuto comunale.
Il dato politico è l’astensione di Alpe, in netto disaccordo rispetto all’unanimità che lo stesso Galletto ha espresso in Consiglio Valle e alle ‘larghe intese’ trovate in I Commissione consiliare regionale: “Alla prossima convocazione il provvedimento verrà sicuramente approvato – ha spiegato Mario Vietti – ma abbiamo voluto segnalare l’errore compiuto dai nostri colleghi di movimento in Regione. Non possiamo accettare questa interferenza in norme interne di organizzazione del Consiglio di Aosta”.
Peculiare in questo senso anche l’astensione del neo-UVP, attualmente nel Gruppo misto di maggioranza, Salvatore Luberto in dissonanza con lo stesso voto dei Progressisti in Piazza Deffeyes.
