“Il Corpo Forestale valdostano è a rischio”. A lanciare l’allarme è il Savt

"Eventualità che deve essere assolutamente evitata e scongiurata. In tal senso il Savt/Fp - si legge nella nota - si attiverà in tutte le sedi opportune affinché si vigili attentamente sull'evolversi della situazione".
Corpo forestale della Valle d'Aosta
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Se il Governo dovesse mettere mano al progetto di accorpare il Corpo Forestale rischierebbe la soppressione. A lanciare l’allarme è il Savt funzione pubblica. "Una scelta di questo tipo – si legge nella nota sindacale –  potrebbe di conseguenza mettere a rischio anche l’operatività se non addirittura l’esistenza stessa del Corpo Forestale Valdostano, eventualità che deve essere assolutamente evitata e scongiurata. In tal senso il Savt/Fp si attiverà in tutte le sedi opportune affinché si vigili attentamente sull’evolversi della situazione".

Il Savt esprime nella nota la propria contrarietà per la volontà manifestata da parte del Governo di bloccare anche per il 2015 il rinnovo contrattuale dei pubblici dipendenti. "Pur nella consapevolezza del momento di difficoltà economica e di crisi che si sta attraversando, si ritiene inaccettabile e intollerabile – scrive il Savt –  che si continui a penalizzare una categoria di lavoratori che negli ultimi anni ha già fatto la propria parte per partecipare al risanamento del debito pubblico, con i contratti bloccati da ormai sei anni".

Il sindacato ricorda quindi come più volte abbia "segnalato la necessità di avviare una concreta riforma della P.A. che porti ad una vera semplificazione e sburocratizzazione delle regole e soprattutto ad una vera lotta agli sprechi. Accompagnata da uno snellimento della macchina pubblica, caratterizzato da una campagna di “prepensionamenti” con l’applicazione delle regole vigenti prima della legge Fornero, tale riforma permetterebbe di ottenere quei risparmi (derivanti dalla differenza tra lo stipendio e l’importo della pensione visto che in entrambi i casi i costi sono a carico delle casse pubbliche) necessari per il contenimento della spesa pubblica e allo stesso tempo liberebbe le risorse utili per rinnovare i contratti del pubblico impiego e per valorizzare la professionalità dei pubblici dipendenti".

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