Il presidente Cerise richiama all’ordine Zucchi e Donzel: il luogo delle discussioni è il Consiglio

Nella diatriba tra i due consiglieri regionali interviene il Presidente del Consiglio regionale, cerca di “L’immagine di Consiglieri regionali che si scontrano in diatribe sterili mortifica la delega e le intenzioni dell’elettore”.
Politica

Esistono sedi appropriate per il confronto politico e le polemiche fuori dai luoghi preposti danno un’immagine sterile della politica che mortifica la delega e le intenzioni dell’elettore E’ un po’ questo il succo dell’intervento del Presidente del Consiglio regionale, Albert Cerise, che interviene, con una nota, sulla polemica che in questi giorni tiene banco tra il consigliere regionale del Pd Raimondo Donzel e il collega del PdL Alberto Zucchi. Una battaglia di accuse e denunce che è nata da un’interrogazione che Zucchi ha portato in Consiglio in merito ai carichi inquinanti dello stabilimento Cogne Acciai Speciali.

Personalmente – scrive Cerise – credo che esistano nell’ambito delle istituzioni consiliari elementi e spazi per riportare alla politica ciò che gli appartiene. Mi riferisco alle Commissioni consiliari, alla Conferenza dei Capigruppo, agli Assessorati, alla Presidenza della Regione, alla Presidenza del Consiglio e all’Ufficio di Presidenza. Nel rispetto della personalità di ognuno, della sua volontà e del suo pensiero politico, mi permetto di chiedere, nel solo e unico interesse dell’istituzione consiliare, agli interessati di riportare la discussione in questo ambito rendendomi disponibile per qualsiasi esigenza.

L’analisi del Presidente del Consiglio si concentra poi sul ruolo del Consiglio stesso che in un momento critico sotto i profili politico, sociale, economico, è capace di prestare attenzione ai veri problemi. “Credo sia fondamentale per gli elettori prendere atto che l’Assemblea legislativa si occupa di problemi veri. Nel caso specifico, quello che rischia di vanificare la bontà dell’azione politica è che questa rischia di inficiarsi di comportamenti che non ci appartengono e che purtroppo hanno contribuito a dequalificare la politica nazionale. L’immagine di Consiglieri regionali che non si confrontano sui temi, ma si scontrano in diatribe sterili che traslano la ragione e il confronto politico anche aspro, dalla sua sede naturale ad altre sedi, mortifica la delega e le intenzioni dell’elettore.

Cerise approfitta dell’occasione per fotografare poi velocemente i problemi della Valle d’Aosta da un osservatorio privilegiato come è quello del Consiglio regionale, e per evidenziare la risposta che le istituzioni hanno cercato di dare:“E’ innegabile che questo Consiglio regionale ha dato, nel suo complesso, prova di interpretare i bisogni della collettività e di agire nella direzione sopra auspicata, ma abbiamo tutti la consapevolezza dell’esistenza di problemi e difficoltà che gravano negativamente sulla vita di molti nostri concittadini. L’agricoltura è sofferente, il settore industriale non dà segni di una solida ripresa, mentre aumentano i cassaintegrati. Il terziario e i servizi ristagnano in una situazione di saturazione del mercato. A tutto questo e ad altri aspetti che riguardano la sfera del welfare si è cercato di dare delle risposte con misure anticrisi votate dall’Assemblea regionale.

E sulla Cas precisa: “In questo contesto, l’azienda Cogne Acciai Speciali rappresenta un punto di riferimento per l’occupazione, per l’indotto e per diffondere nel mondo un marchio che evoca la Valle d’Aosta. Tutto questo non l’assolve dall’integrale rispetto della normativa ambientale, che, per altro, ha proprio una sua specializzazione. La legislazione impone da parte di organismi preposti di sorvegliare sulla congruità dei processi produttivi con i parametri ambientali stabiliti dalle norme. Alla politica, in generale, attiene la decisione rispetto agli standard di qualità che si voglio mantenere ed eventualmente nell’applicare, al di là delle sanzioni che competono ad altri o alla magistratura, decisioni che possono determinare dei cambiamenti nei profili produttivi.

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