Politica di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 13 Febbraio 2020 16:04

In Consiglio regionale non arriva il goal al 90esimo

Aosta - Nel pomeriggio alcuni consiglieri dell'ex maggioranza, capeggiati dal "ragioniere" Carlo Marzi hanno tentato di ricomporre il quadro politico. L'obiettivo: dar vita ad una giunta di eletti che non avessero mai ricoperto prima incarichi di governo.

Portiere - foto Pixabay

Invertendo l’ordine degli addendi il risultato non cambia. In Piazza Deffeyes fino all’ultimo hanno provato ieri pomeriggio a confutare una delle più note proprietà delle addizioni. La verifica però non è andata a buon fine. Non solo, non sono riusciti a fare diciotto, ma neppure 12, le firme necessarie per convocare entro le 15 di oggi, giovedì 13 febbraio, un consiglio straordinario. 

Dopo l’uscita di scena del presidente in pectore Luigi Bertschy, che ieri mattina ha dichiarato di aver concluso il proprio mandato esplorativo, nel pomeriggio alcuni consiglieri dell’ex maggioranza, capeggiati dal “ragioniere” Carlo Marzi hanno tentato di ricomporre il quadro politico. L’obiettivo: dar vita ad una giunta di eletti che non avessero mai ricoperto prima incarichi di governo. Sul tavolo c’era in questo senso anche la disponibilità della presidente del Consiglio Emily Rini a lasciare lo scranno più alto dell’Assemblea regionale. Stessa disponibilità arrivata anche da Jean Barocco e Claudio Restano, pronti a continuare a sedersi fra i banchi dei semplici consiglieri.

Nei minuti di recupero della partita sono entrati in campo anche i due eletti di Rete Civica e i due di Vda Libra. Altri consiglieri interessati si sono seduti in panchina. Hanno deciso invece di stare sugli spalti i sei (Alessia Favre si era già ritirata da tempo) di Alliance Valdotaine, che hanno preferito difendere le “maglie” (da assessori) conquistate, consci dei vantaggi che la posizione offre in vista del ritorno alle urne.
Una scelta che di fatto ha portato alla sconfitta finale per inferiorità numerica.

Spetterà ora all’allenatore analizzare gli errori compiuti. Il tempo non mancherà certo: tre mesi e più di campagna elettorale.

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