La crisi politica in Regione non tocca il Comune di Aosta

A chiedere conto del possibile riverbero dei rapporti tesi in maggioranza regionale in Consiglio comunale, con le stesse forze al governo cittadino, è il capogruppo di Rinascimento Girardini. Il Sindaco Nuti spiega: "Non vedo ombre rispetto a quanto accade a palazzo regionale”.
La Giunta comunale di Aosta
Politica

Nessuna ripercussione. Nel palazzo comunale di Aosta non si sente l’onda d’urto del moto tellurico – politico – che sta invece scuotendo piazza Deffeyes, tra le irritazioni della maggioranza nei confronti dell’ex Assessora Chiara Minelli e la consigliera Erika Guichardaz, e la recente spaccatura tra il Progetto civico progressista ed il Partito democratico, ormai ai ferri corti.

A chiederne conto, in un Consiglio comunale tornato in presenza dopo 19 mesi, è stato il capogruppo di Rinascimento Valle d’Aosta Giovanni Girardini: “La maggioranza regionale, fotocopia di questa, è venuta parzialmente meno – ha spiegato –. Qui, Pcp è la forza più presente e incisiva. Alcuni dei membri della Giunta, e lo stesso presidente del Consiglio aderiscono al Pd. Siccome si è detto spesso che avere la stessa maggioranza era un atout ci piacerebbe sapere qual è la situazione del palazzo comunale”.

Non solo: “Come si può ora immaginare un dialogo tra palazzo comunale e regionale, visto che già non siamo stati considerati con così tanta attenzione?”, chiede ancora Girardini.

Per il Sindaco Gianni Nuti il problema non si pone: “Per me il valore dell’unità tra i gruppi è un valore imprescindibile. Siamo diventati un gruppo di lavoro senza posizioni partitiche, forse legato anche al fatto che siamo amministratori di prossimità. Adottiamo un atteggiamento di ascolto, per riconoscerci e trovare una collocazione armoniosa. Assumiamo decisioni discutendo in modo dialettico. Non vedo ombre rispetto a quanto accade a palazzo regionale”.

Questione che, prosegue il Primo cittadino, si rispecchia nel rapporto con la minoranza: “Molte volte l’opposizione converge con noi o noi con loro. C’è un clima e un atteggiamento culturale e politico che impedisce di creare fronti contrapposti sempre e comunque. A me questo sembra un valore, l’unica cosa possibile per riavvicinare i cittadini al fare politico. Andiamo avanti in questa direzione, credo che la città e questo Consiglio ne benefici, senza farci influenzare da quanto avviene a palazzo regionale”.

Risposte che soddisfano il consigliere di Rinascimento, che resta comunque vigile: “Fare opposizione, così come governare, solo in nome dei partiti è stupido. Sarebbe bello che questo discorso si facesse anche nell’altro palazzo. La mia domanda, in parte, resta viva: i gruppi fanno parte di movimenti, e possono esserci delle ripercussioni. E non è scontato che non ci siano. Poi, siamo ben contenti se la maggioranza comunale terrà”.

L’esempio, infatti, è dietro l’angolo. La consiliatura precedente, infatti, ha visto sei Presidenti di Regione in poco più di cinque anni, frutto di ribaltoni e cambi di maggioranza assortiti. Lo stesso Consiglio comunale è stato destabilizzato da abbandoni e polemiche in maggioranza. Ora, se la stabilità sarà invece più “di casa” all’Hôtel de Ville, si vedrà.

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