"Il Governo regionale si dichiara disponibile a rassegnare le proprie dimissioni nel momento in cui verrà presentata, nel rispetto della legge statutaria regionale n. 21 del 2007, la mozione di sfiducia costruttiva, con la quale saranno pertanto delineati la composizione della nuova Giunta regionale, il nuovo programma di governo e la nuova maggioranza".
E’ questa la posizione della maggioranza, esplicitata in un comunicato stampa inviato alle redazioni nel pomeriggio, rispetto alla risoluzione approvata nella seduta serale di ieri, mercoledì 26 marzo, del Consiglio regionale. La decisione della maggioranza di Governo è frutto di una serie di incontri e approfondimenti condotti oggi dai consiglieri dell’Union Valdôtaine e della Stella Alpina al fine di "valutare gli scenari e gli sviluppi possibili delle decisioni che potranno essere prese nei prossimi giorni".
"La decisione, si legge ancora nella nota – nasce dal fatto che la Giunta regionale è consapevole della necessità irrinunciabile che siano garantite stabilità e continuità all’attività di Governo in un momento di particolare complessità economica e sociale per la comunità valdostana".
Union Valdôtaine e Stella Alpina, nel ribadire "l’importanza del senso di responsabilità necessario in questo momento", assicurano quindi la loro disponibilità per "dar seguito agli impegni presi e in fase di ultimazione per il sostegno a imprese e cittadini, e, in particolare, la liquidazione dei contributi, l’avvio dei cantieri idraulico-forestali, e gli interventi a favore di scuola e cultura".
Una giornata frenetica d’incontri e discussioni su elezioni anticipate e franchi tiratori
Durante gli incontri di oggi si è parlato anche dell’ipotesi elezioni anticipate, anche se molti consiglieri di maggioranza sarebbero contrari, e dei franchi tiratori: tutti gli occhi sono rivolti soprattutto su Leonardo La Torre (dato in procinto di abbondonare la nave per formare, con chi ancora è da vedere, un gruppo misto) e sul capogruppo UV Ego Perron (anche se qualcuno sembra puntare il dito, un po’ a sorpresa, anche contro Claudio Restano, ndr), in ragione di alcune dichiarazioni rilasciate ieri pomeriggio a margine del Consiglio regionale.
"Considero dannoso per la Valle d’Aosta questo frazionamento dell’area autonomista – aveva dichiarato Perron – la mia visione politica sarebbe quella di un grande partito nel quale siano racchiuse diverse sensibilità che si pongano in maniera forte nei confronti di Roma". Parole forti che sono solo in parte mitigate da un tentativo di correggere il tiro finale: "Non abbiamo comunque l’intenzione di aprire la crisi o abbandonare i nostri movimenti". La crisi, invece, è aperta e presto si scoprirà se qualcuno deciderà di cambiare casacca.


