Il Partito democratico "è fisiologicamente votato al governo, al fare, all’agire, all’operare tra le donne e gli uomini" e ancora il Pd "ha qualcosa di più e di meglio da dire e da fare rispetto a partiti autonomisti che vivono nella mitologia più che nella realtà." Sono questi due passaggi chiave di una lettera, inviata nei giorni scorsi agli iscritti, dalla Segreteria regionale del Pd in cui si spiegano le motivazioni alla base della scelta di "trovare un percorso comune" con Stella Alpina, Uv e Uvp.
Se Uvp anche ieri ha ribadito il suo "No" all’ingresso in maggioranza, il Pd, attraverso il suo segretario, Fulvio Centoz, non ha mai nascosto che la partita iniziata dai quattro movimenti nelle scorse settimane fosse su tutti i "niveaux".
"Il nostro Partito si è caratterizzato nel corso dei decenni per il vivo senso di responsabilità, morale e politica, nei confronti della comunità in cui opera: si tratta non di una semplice bandiera, ma di un punto d’onore e d’orgoglio che radica il nostro modo di essere di sinistra nella realtà e al contempo ci rende capaci di guardare al di là di essa, in una prospettiva di cambiamento e progresso sociale." spiega la missiva. "Di qui la nostra convinzione che la Politica non sia mera contabilità economica, gestione asettica di un corpo sociale, bensì un’appassionata ricerca della maniera migliore di stare insieme, di una “nuova frontiera” verso cui provare a dirigersi".
La Segreteria ricostruisce quanto accaduto negli ultimi mesi: la crisi di marzo, il dialogo avviato durante l’estate con l’obiettivo di superare l’impasse politico-istituzionale – "percorso presto interrotto, anche se non per volontà o colpa del Pd" – fino alla "presa di coscienza" da parte della Giunta "dello stallo a cui, per un anno e mezzo, i particolarismi miopi della maggioranza e, purtroppo, di una parte dell’opposizione hanno costretto la nostra comunità dilazionando senza fine il momento del redde rationem, la resa dei conti non tra gruppi consiliari, ma con le aspettative e le urgenze dei cittadini".
Il partito, quello che "può anche, per una serie di circostanze, rimanere all’opposizione, anche per anni, ma è fisiologicamente votato non a rimanere su una torre d’avorio, non a difendere il proprio cortile", ha deciso nella direzione del 18 gennaio scorso, di sedersi allo stesso tavolo di Uv e Stella Alpina. Un passaggio che, chiarisce la segreteria, verrà fatto "con serietà, rigore, preoccupazione costante di prendere la decisione migliore" senza che questo implichi "una prona accettazione dei dettami altrui." Anche perché il partito, ribadisce la missiva, ha una "collocazione, politica e ideale, entro un quadro molto più ampio di quello ossessivamente “contemplato” dalle forze autonomiste: siamo una forza politica regionale, e nazionale, ed europea, e ciò ci arricchisce, ci complica, ci problematizza e però ci rende capaci di dare risposte vere al domani".
