Progetto civico progressista, il Pd contesta la decisione dell’Assemblea

"Decisione presa senza l'avvallo del Pd". Il partito democratico annuncia, quindi, l'elaborazione di un documento programmatico da sottoporre alle forze autonomiste e la volontà di riunire centro sinistra valdostano, autonomista, ambientalista e riformista, come indicato dal Segretario Letta.
L'incontro di lancio della campagna congressuale del Pd VdA
Politica

Non sono solo i cinque consiglieri regionali a smarcarsi dalla decisione dell’Assemblea di Progetto Civico Progressista. A definire “non accettabile” l’indicazione di uscire dalla maggioranza regionale è ora anche il Partito democratico della Valle d’Aosta, che ricorda come tale scelta sia stata sostenuta da due componenti (Rete Civica e Area Democratica) di Pcp.

“In questa delicata fase di ripresa economica, il Governo Regionale necessita di un rilancio dell’azione politica che contenga elementi di innovazione per la società valdostana, ponendo al centro del dibattito politico i temi cari al centro sinistra, come il lavoro, la tutela delle fasce più colpite dalla crisi, la sanità pubblica e lo sviluppo economico, e che si pone l’obbiettivo di modernizzare la nostra regione” spiega il Pd, annunciando l’elaborazione di un documento programmatico da sottoporre alle forze autonomiste. I temi proposti saranno indicati dalla Commissione Politica e dai Consiglieri regionali. Con il passo indietro di Pcp, il Partito democratico prova a riunire sotto il suo simbolo il centro sinistra valdostano, autonomista, ambientalista e riformista, “così come indicato dal Segretario Nazionale Enrico Letta che ha prodotto eccellenti risultati elettorali nelle recenti elezioni amministrative”.

Alla presenza di oltre 60 persone collegate online l’Assemblea di Pcp ieri sera ha stabilito, dopo oltre ore di discussione, che: “non sussistono le condizioni affinché i consiglieri di Progetto Civico Progressista rimangano in maggioranza“. Presenti all’appuntamento anche due dei cinque consiglieri “dissidenti”, il neo capogruppo Paolo Cretier e il vice Andrea Padovani. 

“A larga maggioranza si è preso atto che purtroppo non c’è stata la volontà, come da mesi chiesto, di dar corso ad una verifica di maggioranza su punti programmatici” spiega la consigliera Chiara Minelli. “Avevamo presentato delle richieste a cui non è mai stata data risposta. Hanno scelto loro di non confrontarsi, ed è un peccato.”

Durante il confronto di ieri sera è stato ribadito uno dei capisaldi sui quali si è fondata la nascita di Pcp: “non può esserci uno scollamento fra gli eletti  e la base”. 

L’uscita dalla maggioranza, formalizzata in giornata con una nota di Pcp, non verrà però cristallizzata in Consiglio regionale. “Noi non costituiamo al momento nessun altro gruppo” scandisce Minelli. “E’ ovvio però che questa situazione non può andare avanti a lungo e che alcune cose dovranno cambiare.” Nei giorni scorsi era stato il tavolo di coordinamento di Pcp a chiedere ai cinque consiglieri Bertin, Padovani, Cretier, Malacrinò e Jean-Pierre Guichardaz, “non condividendo più la linea del movimento”, a costituire un nuovo gruppo.

“Noi siamo al momento legittimati a procedere come gruppo di Pcp” replica invece il capogruppo Paolo Cretier “come ratificato dalla commissione regolamento all’unanimità”.

Cretier ieri sera era presente all’Assemblea “ma non sono intervenuto perché quando qualcuno si permette di offendere, certe posizioni non posso accettarle. Ho apprezzato alcuni interventi ieri, tesi al confronto e a cercare di ricompattare il gruppo, altri invece erano aggressivi rispetto alle scelte compiute da noi cinque e nettamente a favore dell’uscita. Il progetto di Pcp era il progetto di una componente, diverso è il programma della maggioranza che abbiamo costruito insieme e sul quale bisogna andare a mediare, come sempre accade in politica. “

Antonino Malacrinò, Andrea Padovani, Alberto Bertin, Paolo Cretier e Jean-Pierre Guichardaz ribadiscono, quindi, la volontà di lavorare “all’interno dell’attuale maggioranza autonomista e progressista ritenendo che l’accordo politico-programmatico sottoscritto il 20 ottobre 2020 sia ancora valido”.

Maggioranza che, scrivono i cinque consiglieri ,”ha certamente bisogno di un tagliando” ma “sta lavorando nella giusta direzione per far uscire la Valle d’Aosta dalla grave crisi dovuta alla pandemia”. Ricordando come sia in fase di definizione il prossimo bilancio regionale, i cinque consiglieri evidenziano come “interrompere adesso l’azione della maggioranza significherebbe consegnare la Valle alla paralisi e all’instabilità. Ad uscire dalla maggioranza oggi sono Area Democratica e Rete Civica”. 

2 risposte

  1. Ho letto che i 5 hanno chiesto ( a chi ) di organizzare una iniziativa pubblica per dibattere sulla situazione regionale. In concreto di cosa si tratterebbe?Conferenza stampa,assemblea aperta, chiusa ,altra formula ????.
    Al Sindaco Pucci suggerisco di convocare a Chamois i 7 di PCP,chiuderli in una stanza a pane ed acqua e farli scendere a piedi,via La Magdaleine,quando si saranno schiarite meglio le idee.

  2. Come ho riportato ieri all’assemblea non c’è alternativa alla ricomposizione del gruppo consiliare di PCP.
    Come sindaco ho bisogno di un forte supporto per i progetti che vorrei portare avanti e un PCP indebolito ne riduce la realizzabilità!
    Mi spiace ma le posizioni assunte ieri (Minelli, E Guichardaz e altri) sono contrarie ad ogni possibile mediazione!

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