Mappa Aree interne, l’Assessore Caveri scrive a Carfagna: “Necessaria revisione”

Nell'aggiornamento della ‘Mappa Aree Interne’ è stato individuato il Polo di Ivrea come centro di riferimento per molti comuni valdostani sulla base del criterio di prossimità.
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L’aggiornamento della ‘Mappa Aree Interne’, che individua il Polo di Ivrea, situato nel territorio piemontese, come centro di riferimento per molti comuni valdostani sulla base del criterio di prossimità, non va bene alla Valle d’Aosta. Per questo l’Assessore agli Affari europei e Partecipate, Luciano Caveri ha preso carta e penna per chiedere con una lettera alla Ministra per il Sud e la Coesione Territoriale, Mara Carfagna una revisione della mappatura, individuando il solo comune di Aosta quale Polo di riferimento per tutta la Regione autonoma Valle d’Aosta.

“Sebbene in termini generali l’aggiornamento della Mappa ha seguito la precedente impostazione teorica – mantenendo i criteri identificativi utilizzati nel 2013/14 per l’individuazione dei Centri di offerta dei servizi e il calcolo della distanza in termini di percorrenza stradale effettiva per l’attribuzione dei diversi Comuni alle relative fasce di appartenenza –, per quanto concerne la Valle d’Aosta, il lavoro che ne è scaturito non sembra tenere adeguatamente conto delle specificità e delle peculiarità del territorio regionale” scrive l’Assessore Caveri.

La mappatura così aggiornata “non appare in linea con l’obiettivo stesso della Strategia nazionale per le Aree Interne, che si pone l’obiettivo di assicurare agli abitanti l’accessibilità ai servizi essenziali (istruzione, servizi socio-sanitari e mobilità)”.

Contestando questa scelta extraterritoriale, che pone Ivrea e non Aosta come ‘polo di attrazione’, aggiunge: “Nello specifico, mi preme sottolineare come lo Statuto Speciale della Valle d’Aosta, approvato con legge costituzionale del 26 febbraio 1948, n. 4, e le relative norme di attuazione riconoscano specifiche prerogative in materia d’istruzione mediante l’attribuzione della potestà legislativa e il riconoscimento dell’autonomia regionale in ambito scolastico, prerogative dalle quali discende la necessità di un costante adattamento della legislazione nazionale alla realtà della Regione. Inoltre, la valorizzazione della lingua francese, la tutela della minoranza linguistica Walser e la promozione del plurilinguismo sono elementi costitutivi dell’identità valdostana e non possono e non devono in alcun modo essere superati da un mero criterio di prossimità nell’accessibilità a determinati servizi”.

Per quanto concerne i servizi socio-sanitari, altro punto di attenzione della Strategia nazionale della aree interne , “la Valle d’Aosta, come previsto dall’articolo 34, comma 3, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, provvede al finanziamento del Servizio sanitario nazionale senza alcun apporto a carico del bilancio dello Stato, – puntualizza ancora Caveri – utilizzando prioritariamente le entrate derivanti dai contributi sanitari ad essa attribuiti e, ad integrazione, le risorse del bilancio regionale. Al fine di rendere i servizi sanitari alla portata di tutti i cittadini, la Regione promuove e privilegia lo sviluppo di politiche di integrazione con il territorio e pone in essere politiche volte a garantire la continuità assistenziale e la cura, anche investendo sull’assistenza specialistica ambulatoriale dislocata sul territorio”.

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