“Mille euro in meno in busta paga”: le proposte di Alpe e PD

Intanto il presidente del Consiglio Valle Alberto Cerise apre al dialogo sulla questione, commentando gli articoli inseriti nella finanziaria. “Si può prendere spunto per dare vita a una manovra regionale sui costi della democrazia”.
Conferenza stampa Pd e Alpe
Politica

Una decurtazione netta di 1000 euro mensili, da applicare subito sull’importo previsto dall’indennità di carica (8192 euro). E’ questo il punto di partenza di un percorso di riduzione dei costi della politica che Alpe e Pd intendono intraprendere “coinvolgendo in primis gli altri capigruppo”, per proporlo poi al Consiglio regionale.

In che modo e con quali tempi? Le idee messe sul tavolo in mattinata dagli esponenti dei due partiti di minoranza prevedono una completa rimodulazione dei costi legati all’attività consiliare che produca un risparmio complessivo di un milione e mezzo di euro, pari al 20% circa dell’attuale costo annuo (stimato in circa 7,5 milioni di euro).

“Serviranno diversi disegni di legge – ha spiegato Raimondo Donzel – che andranno prima presentati in Commissione per essere discussi insieme con le altre forze politiche: la nostra intenzione è di riuscire a introdurre queste riduzioni entro la fine dell’anno”.

Riduzioni che, secondo i due gruppi, passano anche dalla conquista di un’autonomia “decisionale” nei confronti di Roma. “Vogliamo sganciarci dal sistema a cascata che definisce in maniera percentuale i nostri compensi sulla base delle indennità percepite dai parlamentari italiani”, ha spiegato Chantal Certan, ribadendo un concetto espresso in maniera chiara anche da Donzel. “Dimostriamo che l’autonomia può essere utilizzata in maniera virtuosa anche in questo campo, ottenendo la possibilità di gestire in maniera diretta l’importo dei nostri compensi”.

Un altro punto sul quale hanno insistito Alpe e PD riguarda il “cumulo” delle retribuzioni. “Vorremmo far sì che il ruolo di consigliere diventi esclusivo – ha ricordato il consigliere del PD, Gianni Rigo – e che quindi non sia più possibile mantenere in parallelo altre attività”.

Non piace invece la proposta di legge depositata in settimana dal consigliere Enrico Tibaldi. “Se da una parte è positivo che si apra una discussione sul tema – ha commentato Patrizia Morelli – dall’altra siamo anche convinti che ci debba essere un confronto più ampio e una singola sparata di questo genere ci sembra studiata più per fare vetrina che altro”.

“A parità di risparmio – ha concluso Rigo – è meglio avere un numero minore di “paperoni” oppure mantenerlo immutato, al limite leggermente ridotto, che consenta comunque il buon funzionamento dell’assemblea ma con uno stipendio più basso?”.

Cerise apre al dialogo
Si è detto disponibile a discutere sulla questione anche il presidente del Consiglio Valle Alberto Cerise, durante la seduta della seconda Commissione consiliare “Affari generali”, che si è riunita oggi, per esaminare i contenuti della manovra finanziaria.

In particolare, Cerise, commentando gli articoli della manovra che riguardano i costi della politica, ha dichiarato che “si tratta di due norme che sono fortemente viziate da una mancanza di chiarezza riguardo alla loro applicabilità e a rischio di costituzionalità. Tuttavia si può prendere spunto per dare vita a una manovra regionale sui costi della democrazia, che sia equa, che salvaguardi la dignità del Consiglio Valle e che dia una risposta ai cittadini per quanto riguarda le loro attese di vedere partecipare anche la politica ai sacrifici imposti in questo momento.

“E’ quindi fondamentale che la questione sia ricondotta all’interno degli organi consiliari, dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio, della Conferenza dei Capigruppo, con la Presidenza della Regione – ha concluso Cerise – al fine di proporre iniziative concrete che siano il frutto di una visione corale.”

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