Politica

Ultima modifica: 23 Gennaio 2019 17:37

‘Ndrangheta in Valle d’Aosta, la politica sotto shock

Aosta - Dopo il "terremoto" giudiziario di questa mattina fioccano le reazioni dei movimenti politici. Lega e Adu chiedono il ritorno alle urne. In campo anche il Ministro Salvini: "c'è del marcio in Valle d'Aosta".

Consiglio regionale 26 giugno 2018 - Poltrone

Il “terremoto” giudiziario che questa mattina si è abbattuto sulla Valle d’Aosta ha creato un inevitabile “movimento tellurico” nella politica, ed un’infinità di reazioni che, trasversalmente, arrivano da tutti i partiti.

A partire dalla Lega Vallée d’Aoste, che a gran voce chiede un ritorno immediato alle urne, convinta che “l’unica soluzione sia, ad oggi, quella di ridare voce ai cittadini nelle urne al fine di creare una maggioranza stabile e legittima che rappresenti la libera volontà dei Valdostani”.

Ma non solo: “Nell’apprendere con sgomento le notizie odierne dell’arresto, nell’ambito dell’operazione ‘Geenna’ finalizzata a contrastare infiltrazioni della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta, di tre noti esponenti politici valdostani – scrive il Carroccio nostrano – non possiamo non ricordare le parole dell’allora Presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi e del nostro Segretario Matteo Salvini. Parole che furono considerate ‘improvvide’, ma che erano rivelatrici di un sistema di illegalità diffusa che è riuscito a penetrare nella società e nelle istituzioni valdostane”.

Salvini: “C’è del marcio in Valle d’Aosta”

Lega che riprende anche una battuta del Ministro dell’Interno e leader del movimento Matteo Salvini: “Questo è un arresto pazzesco che ci dice che, purtroppo, c’è del marcio in Valle d’Aosta. Io temo che questo marcio sia infiltrato a troppi livelli nei Comuni e nelle Regioni. Che ci sia la malavita che controlla tante attività imprenditoriali e controlli anche le elezioni di tanti politici è altrettanto evidente e non è possibile che una terra bella, potenzialmente ricca ed autonoma sia nelle mani della criminalità organizzata e chi dovrebbe controllare finisce in galera. Spero e penso che anche in Comune ad Aosta e nella stessa Regione qualcuno tragga le conseguenze e si dimetta e si faccia da parte”.

Adu: continua sottovalutazione da parte delle istituzioni

Anche Adu – Ambiente Diritti uguaglianza prende posizione stigmatizzando “la continua sottovalutazione da parte delle istituzioni e dei suoi rappresentanti di quello che appare un fattore pervasivo e inquietante di erosione della vita politica della Valle, dei diritti dei valdostani, della trasparenza delle istituzioni e, di conseguenza, della stessa democrazia”.

Gli strumenti per contrastare l’avanzare di questi fenomeni, per Adu, ci sono: “Bisogna introdurre al più presto strumenti efficaci che costituiscano un forte presidio a difesa della democrazia e dello Stato di diritto, a cominciare dallo scrutinio centralizzato del voto regionale, dalla separazione delle cariche di Presidente della Giunta e di Prefetto e dalla costituzione di un Osservatorio regionale permanente contro le infiltrazioni mafiose. Si valutino, infine, nuove elezioni anticipate per liberare, definitivamente, la massima istituzione valdostana dall’influenza delle mafie”.

La posizione dei parlamentari

Dura anche la reazione della deputata pentastellata Elisa Tripodi, via Facebook: Gli arresti di oggi confermano che negare l’esistenza della mafia, quale che ne sia il nome (n’drangheta), in Valle d’Aosta e, negare l’esistenza dei legami che questa ha con la politica, significa solo nascondere la testa sotto la sabbia e non aiutare i cittadini valdostani ad avere una gestione della cosa pubblica slegata dagli intrecci di interessi di pochi. Mi auguro che la magistratura faccia presto il suo corso e accerti, ove ce ne saranno, le eventuali responsabilità penali. Resta però una valutazione di opportunità politica sulla quale mi soffermo che non deve e non ha bisogno di attendere la magistratura”.
E aggiunge: “L’impegno sarà affinché la mia Regione sia libera da cliché che la associno ad associazioni criminali di stampo mafioso e che possa avere presto una classe dirigente al di sopra di ogni sospetto”.

Più ermetico il senatore Albert Lanièce, che si affida invece a Twitter: “La notizia di infiltrazione locale organizzata dell’Ndrangheta in Valle d’Aosta, collegata con la rete nazionale ed internazionale del crimine, è scioccante ed amara per la nostra Comunità. Fiducia nelle Forze dell’Ordine e nella Magistratura nel garantire giustizia e giungere alla verità”.

Jeune Vallée d’Aoste: “La rovina della Valle d’Aosta”

“Lascia esterrefatti – scrive invece Jeune Vallée d’Aoste –  l’arresto del Consigliere regionale dell’Union Valdôtaine Marco Sorbara e del Consigliere comunale sempre dell’Union Valdôtaine Nicola Prettico coinvolti in un’operazione contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta. Questo fatto denota due aspetti che la Jeune Vallée d’Aoste aveva già denunciato: che la ‘ndrangheta esiste in Valle d’Aosta e che l’Union Valdôtaine, colei che dovrebbe difendere i valdostani, non ha fatto niente per opporsi ad essa”.

Poi l’attacco, frontale, all’Uv: “L’Union Valdôtaine, da salvezza per i Valdostani, è diventata la rovina di questa terra. È giunto il momento di dire basta, è giunto il momento che i Valdostani rialzino la testa”.

Pd: “Al fianco del nostro sindaco Fulvio Centoz”

““Noi siamo garantisti, ma sicuramente i fatti di oggi confermano che la ‘ndrangheta ha una sua organizzazione in Valle d’Aosta, non è qualcosa di esterno – sottolinea il segretario regionale del Partito Democratico, Sara Timpano –. Non basta la preoccupazione, come comunità valdostana dobbiamo reagire, da oggi con più consapevolezza, per difendere le nostre istituzioni, le nostra autonomia e le nostre libertà. Rifuggendo all’equazione che tutti i calabresi sono ‘ndranghetisti e che tutti i politici sono corrotti, le responsabilità penali sono personali, ma la responsabilità di combattere i fenomeni mafiosi spetta a tutti noi, forze politiche e cittadini, indipendentemente dal colore politico o dall’origine geografica”.

Poi l’appoggio al Sindaco di Aosta, che secondo gli inquirenti rifiutò l’appoggio offertogli da Raso: “Abbiamo piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine, non possiamo che ringraziarli per il loro lavoro quotidiano – scrivono ancora i dem -, e continueremo a sostenere associazioni, donne e uomini che lottano contro le mafie. A partire dal nostro sindaco Fulvio Centoz che non si è fatto coinvolgere, intuendo che qualcosa non andava, nel tentativo di uno degli arrestati di oggi che gli aveva offerto appoggio elettorale. Il sindaco, che quando ha ricevuto pressioni sulle scelte del Comune, non ha esitato a segnalarle all’Autorità nazionale anticorruzione”.

CasaPound: “È il momento di tornare alle urne

“Il precedente ruolo come Assessore alle Politiche Sociali nel comune di Aosta del neo-eletto consigliere regionale Sorbara – il commento invece di Lorenzo Aiello, consigliere aostano e responsabile regionale di CasaPound Italia – getta un’ombra piuttosto fosca sulle istituzioni del capoluogo, sia per l’importanza dell’Assessorato, utilizzabile quindi per nutrire reti di clientelismo, sia perché al centro delle indagini pare esserci proprio il consiglio comunale di Aosta e la figura del consigliere Prettico”.

“Le indagini e la giustizia devono fare il loro corso – prosegue Aiello – ma è inaccettabile la vicinanza fra certi elementi del sistema di potere autonomista che da anni mal governa questa regione e le organizzazioni mafiose: chiediamo una determinazione forte nel denunciare ed isolare i collusi, sia nelle istituzioni che ne partiti. Alla luce di quanto è successo oggi, unito alle vicende che hanno segnato la fine della maggioranza comunale, crediamo sia il momento di tornare alle urne e voltare definitivamente questa brutta pagina.”

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