Nel dibattito in Consiglio regionale irrompe il signor “Omissis”

Gli omissis, che da questa seduta si sentiranno pronunciare tutte le volte, o quasi, che si parlerà di persone fisiche, sono l'ultima novità di questa legislatura.
Consiglio Regionale 27 settembre
Politica

Chissà cosa avranno pensato quei cittadini che oggi si sono connessi alla diretta della seduta del Consiglio regionale nel sentire parlare di “omissis”?  Sgombriamo il campo: l’aula non parlava questa volta del maschio alfa. Gli omissis, che da questa seduta si sentiranno pronunciare tutte le volte, o quasi, che si parlerà di persone fisiche, sono l’ultima novità di questa legislatura.

A portare questa innovazione è una delibera dell’Ufficio di presidenza del 19 settembre scorso.
Nel richiamare le linee guida del Garante della privacy del 2014 e quelle sulla pubblicazione degli atti consiliari di carattere politico contenenti dati personali di terzi della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni del marzo 2023, l’Ufficio di presidenza ha deciso per tutti gli atti degli organi consiliari, di attuare “uno scrupoloso vaglio” ad opera delle strutture competenti in materia di dati personali, “adottando forme di oscuramento dei nomi e cognomi delle persone fisiche e/o di ogni altro dato personale comune che costituisca riferimento diretto idoneo alla loro identificazione”, ma anche “procedendo alla non pubblicazione dei dati personali relativi a categorie particolari oppure a condanne penali o reati, salvo che gli stessi siano indispensabili per raggiungere le finalità della pubblicazione”.

Una decisione di cui sono stati informati tutti i consiglieri regionali per “sollecitarne la massima collaborazione nell’applicazione delle regole a tutela dei dati personali” non solo nella redazione degli atti , ma anche “nel corso degli interventi in Aula nel corso della diretta streaming delle sedute del Consiglio regionale nonché nelle Commissioni consiliari qualora si svolgano in seduta pubblica”.

L'”effetto grottesco“, l’ha sperimentato per la prima volta oggi il capogruppo di Rassemblement Valdôtain, Stefano Aggravi. Oggetto del suo question time era il professor Francesco Saverio Marini, presidente della Commissione paritetica e possibile candidato a giudice della corte costituzionale.
“Il Presidente Omissis” ha esordito il suo intervento Aggravi, salvo poi soffermarsi su quanto “è bellissimo questo passaggio. Mi sembra che il Consiglio regionale lo abbia votato – ha ricordato il consigliere – proclamandolo a presidente della commissione paritetica e non penso si offenda ora a vedere il suo nome”.

Oltre a Marini a finire fra gli “omissis” del Consiglio regionale è anche il presidente di Siv, la società incaricata dei lavori della nuova università e del nuovo ospedale, protagonista di una nuova interpellanza della consigliera Minelli. Ancora più straniante la lettura dell’iniziativa, dove oltre al presidente Fabiani, finisce oscurato anche il nome della partecipata regionale e persino le due grandi opere di cui si sta occupando. Non solo, l’omissis non risparmia neppure il numero delle delibere di giunta regionale, atti pubblicati sul sito della Regione.  Si salva, invece, per il momento Marco Albino Ferrari, autore del libro “Assalto alle Alpi”.

Il Consiglio regionale sarà ancora una casa di vetro, ma i cristalli sono quelli fumé … solo per chi guarda dall’esterno.

6 risposte

  1. Bertin, tra l’altro, non è colui che, fino a tre anni fa, quando era in minoranza, sbandierava ogni 3×2 la proposta di legge per equiparare gli emolumenti del presidente del consiglio regionale a quello degli assessori? Ora che questa previsione toccherebbe (al ribasso) direttamente le sue tasche, questa sua proposta di legge l’ha per caso dimenticata in un cassetto?
    Il classico esempio di chi predica bene (a parole) ma razzola molto male (nei fatti).

  2. Bisognava bilanciare la tutela delle persone private e l’interesse pubblico a conoscere quello che discute il Consiglio Regionale. e trovar eun equilibrio più saggio….

    L’impressione invece è che si voglia soltanto “lavorare in pace” nella massima opacità….

    1. Lavorare in pace, ha detto bene. Anche perché se messo sotto pressione, il presidente Bertin ha dimostrato di non sapere gestire il suo ruolo. Dunque bavaglio e opacità per il suo quieto vivere.

  3. Avete fatto il tifo per avere a capo della massima assemblea rappresentativa valdostano il PRESUNTO campione della trasparenza e della legalità, Alberto Bertin? Bene, ora tenetevelo! Anche voi giornalisti…

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