Operazione CVA-Cina, il PdL scalpita. Zucchi: “Gestione personalistica di Rollandin”

Fino a qualche mese fa era stato Tibaldi a usare parole di fuoco sulla vicenda. E oggi Alberto Zucchi se la prende con il presidente della Regione. All'inaugurazione della centrale assente l'ad di Deval, Bongiorno.
Alberto Zucchi, portavoce in Valle d'Aosta di Fratelli d'Italia
Politica

Non c’è dubbio, ormai, che al Popolo della Libertà valdostano l’acquisto di turbine cinesi da parte della Compagnia valdostana delle acque è indigesto.

Fino a qualche mese fa era stato il consigliere Enrico Tibaldi, benché in aperto contrasto su molti fronti con i colleghi di partito, a usare parole di fuoco contro quella operazione. Poco più di un anno fa, l’esponente di centro destra denunciava “le numerose e costose missioni in Cina da parte di dirigenti e consulenti, i disagi e i ritardi riscontrati nelle forniture dei materiali cinesi, le perplessità sulle certificazioni UE e sui rendimenti energetici delle nuove tecnologie adottate”.

Oggi a prendersela con l’operazione è un altro esponente del PdL, Alberto Zucchi che punta il dito non tanto sulla qualità della fornitura quanto sulla modalità adottate da Augusto Rollandin. Scrive Zucchi sul suo blog: “Mi spiace dover dire che l’inaugurazione della centrale idroelettrica di Champagne avvenuta ieri, con la presenza massiccia degli organi dell’Informazione (dai quali abbiamo peraltro appreso la notizia) denota una crescente propensione del nostro Presidente della Regione a considerare il patrimonio pubblico diretto e indiretto (costituito dalle società partecipate come la CVA) come elemento di natura pressoché personale per il quale, oltre a ritenere di poter decidere da soli in certe materie, si comunica di conseguenza da soli un’operazione che, aldilà di aspetti tecnici sui quali non mi esprimo, scaturisce da una decisione di coinvolgimento intrasocietario che ritengo non opportuno dal punto di vista generale perché lesivo dei principi di equidistanza che il pubblico deve avere nei confronti del privato”. 

Ma se Zucchi accusa di non essere statro informato dell’inaugurazione della centrale idroelettrica di Champagne 2, stupisce l’assenza di Giorgio Bongiorno che da amministratore delegato di Deval, appartenente al gruppo CVA, non poteva essere all’oscuro dell’appuntamento. Che anche l’ex coordinatore del PdL locale abbia mal digerito l’operazione valdo-cinese?

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