Passo dopo passo, ecco l’iter dei tre referendum regionali

La Segreteria del Consiglio Valle ha accertato la validità delle firme già depositate. Se la Commissione darà l'ok, i proponenti raccoglieranno 5000 firme per quesito, da validare. Infine, se il Consiglio non recepirà le proposte, si andrà alle urne.
La presentazione dei risultati della raccolta di firme sul pirogassificatore
Politica

Ci sono voluti dieci giorni alla segreteria generale del Consiglio Valle per verificare la regolarità delle firme – dalle 200 alle 300 per ogni proposta – presentate a supporto dei tre referendum propositivi. Il primo quesito referendario interviene sulle nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti, con particolare riguardo agli impianti di trattamento a caldo, e punta perciò a vietare la costruzione del pirogassificatore. Il secondo riguarda la modifica dell’attuale legge regionale che disciplina i "buoni riscaldamento", e sostanzialmente chiede un aumento delle risorse assegnate alle famiglie e dei fondi per gli interventi a sostegno dell’efficienza energetica delle abitazioni e l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia. Il terzo, infine, riguarda l’attuale disciplina regionale del referendum propositivo e si propone di abolire il "quorum" di partecipazione per la validità dei referendum regionali.

I passi successivi sono regolati da certosina precisione.
Ora le tre proposte di legge saranno inviate al presidente della Giunta per la loro pubblicazione sul Bur, Bollettino ufficiale della Regione e alla “commissione procedimenti referendari”, nominata dal Consiglio regionale, e composta dai professori Mario Dogliani, Michele Fino e Alfonso Di Giovine (Elisabetta Palici di Suni Prat, Annamaria Poggi e Fabrizio Cassella saranno i membri supplenti).
Entro 45 giorni dalla pubblicazione sul Bur, la commissione dovrà decidere dell’ammissibilità o meno delle iniziative referendarie.
A questo punto, ricevuto l’ok della commissione, i proponenti avranno tre mesi di tempo per raccogliere le firme per la presentazione al Consiglio delle proposte di legge. Ogni quesito dovrà essere firmato almeno dal 5% degli elettori registrati al 31 dicembre 2010, ovvero 5.237 persone.
Queste firme passeranno di nuovo sotto la lente d’ingrandimento della Segreteria del Consiglio, che le sottoporrà a verifica.
Solo a questo punto comincerà l’iter vero e proprio, le commissioni consiliari individuate come competenti sulle varie questioni in esame studieranno le proposte, che saranno esaminate in Aula.

Se Il Consiglio regionale non approverà le leggi proposte o non recepirà almeno i principi ispiratori delle iniziative referendarie si andrà alle urne, e i cittadini saranno chiamati ad esprimersi attraverso i referendum.
Se verrà raggiunto il quorum del 45% (e la maggioranza dei voti sarà valida) la legge entrerà in vigore.
 

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