E’ arrivato il Printemps Valdôtain perPour l’Autonomie, il movimento riunitosi ieri a congresso, per eleggere i nuovi organi dirigenti, ma sopratutto per delineare le priorità politiche che accompagneranno il percorso del gruppo nei prossimi mesi, in vista delle prossime sfide istituzionali e elettorali.
Alla guida del movimento è stato eletto Marco Carrel come presidente. Aldo Di Marco continuerà a ricoprire il ruolo di segretario politico, mentre Morena Comoli sarà segretario amministrativo. Fanno inoltre parte del comitato regionale Cristina Camandona, Giorgio Giovinazzo, Roberto Montrosset e Jean Barocco.
Il “Printemps Valdôtain”, definito come una nuova stagione politica e culturale dell’autonomismo valdostano, è il concetto rilanciato nel documento programmatico approvato dall’assemblea.
Il testo parte da una riflessione chiara: per anni l’autonomia speciale valdostana è stata considerata soprattutto come qualcosa da difendere. Una battaglia ritenuta ancora fondamentale, ma oggi non più sufficiente. Secondo il movimento, l’autonomia deve tornare a essere uno strumento concreto, capace di incidere sulla vita quotidiana dei cittadini e di offrire risposte alle trasformazioni economiche e sociali della regione.
L’obiettivo dichiarato è quindi quello di costruire un “autonomismo pragmatico, moderno e territoriale”, meno legato alla conservazione degli equilibri politici e più orientato alla capacità di governare le sfide contemporanee della montagna.
Nel documento vengono individuate alcune priorità precise. Tra queste il rafforzamento del sistema delle autonomie locali, considerato centrale per mantenere vivo il legame tra istituzioni e territori. Pour l’Autonomie punta inoltre sulla valorizzazione delle risorse energetiche valdostane e sulla costruzione di una “economia alpina integrata”, capace di coniugare sviluppo economico e tutela del territorio.
Ampio spazio viene dedicato anche al tema demografico e sociale. Il movimento sottolinea infatti la necessità di creare condizioni che permettano ai giovani di restare in Valle d’Aosta attraverso lavoro stabile, servizi efficienti e opportunità formative. L’autonomia, secondo il documento, deve servire a sostenere famiglie, imprese, agricoltura e turismo, evitando che la montagna si trasformi esclusivamente in uno spazio turistico o residenziale privo di comunità permanenti.
Un altro passaggio centrale riguarda il rapporto tra innovazione e identità. Pour l’Autonomie sostiene la necessità di modernizzare la regione senza perdere i valori fondanti della specialità valdostana, cercando un equilibrio tra sviluppo economico, coesione sociale e difesa delle peculiarità culturali del territorio.
Il movimento rivendica inoltre il percorso costruito negli ultimi mesi, parlando di una rinnovata partecipazione politica attorno al tema autonomista. I nuovi organi dirigenti avranno il compito di trasformare questo lavoro in una presenza stabile sul territorio, attraverso sezioni locali e coordinamenti tematici dedicati ai diversi settori strategici.
Nel finale del documento emerge anche una chiara prospettiva politica: Pour l’Autonomie si dice pronta al confronto con tutte le forze politiche e sociali che credono nel futuro della Valle d’Aosta, indicando già due grandi temi dei prossimi anni, ovvero le future elezioni politiche e la riforma dello Statuto speciale.
A sintetizzare il senso dell’intero documento è una frase scelta del fondatore del movimento, l’ex presidente della Regione Augusto Rollandin: “L’autonomia vive se la comunità la difende e la rinnova”.
