I nodi sono venuti al pettine e il Comune di Aosta ha preso una decisione riguardo agli alloggi Erp, al centro di una polemica di cui si è fatta portavoce, in particolare, Federconsumatori.
Il consiglio comunale ha approvato (con 19 sì, 1 astenuto e 9 no) una delibera che stabilisce due principi: il primo è che la decisione di esercitare o meno il diritto di prelazione sarà demandata alla Giunta, che esaminerà caso per caso, la seconda è che nelle sue valutazioni la Giunta deciderà sulla base di determinati indirizzi, che terranno conto, in particolare, della vetustà degli edifici e delle spese di ristrutturazione.
Giuliana Ferrero, del Pd, è intervenuta sia in fase di dibattito che di dichiarazione di voto, puntando il dito contro il cambiamento di rotta avvenuto tra la prima delibera, che annunciava la rinuncia alla prelazione, e la seconda delibera, che demanda la decisione alla Giunta. “Avete abbandonato una posizione più coraggiosa e netta, che avrebbe mostrato l’autonomia e l’autorevolezza del Comune” ha sostenuto la consigliera. “Non tirate in ballo questioni tecniche, quelle si sistemano cambiando un paio di frasi sul testo di legge, dietro il cambiamento repentino ci sono delle pressioni”.
L’assessore Baccega ha difeso a spada tratta la delibera. “Il Comune deve rispettare la legge, seguendo le indicazione della nostra avvocatura. Così facendo – ha dichiarato – rispondiamo alla lettera di Federconsumatori e alla richiesta formulata da otto proprietari. Non possiamo – ha concluso – portare in Consiglio un atto attaccabile sul piano legale, che potrebbe essere invalidato in futuro, ritirare la prima delibera è stato un atto di responsabilità”. Comunque, ha aggiunto in coda alla discussione Baccega, la Regione si è dichiarata disponibile a modificare la legge all’origine della polemica. “E’ un percorso in itinere – ha assicurato l’assessore – non sappiamo dove ci porterà, ma siamo sul pezzo”.
A sorpresa, Vincenzo Caminiti, della Stella Alpina, ha dichiarato la propria contrarietà alla delibera, mentre tra le fila dell’opposizione si è astenuto Paolo Momigliano Levi.
