Presidenza del Consiglio, la maggioranza conferma Viérin e l’opposizione ripropone Patrizia Morelli

La maggioranza conferma la candidatura di Marco Viérin e prova ad aprire il dialogo, chiedendo in apertura dei lavori del Consiglio la convocazione di una riunione di capigruppo. La minoranza propone Morelli e attacca la maggioranza.
Consiglio regionale, Patrizia Morelli
Politica

La maggioranza conferma la candidatura di Marco Viérin e prova ad aprire il dialogo, reclamato dall’opposizione, chiedendo in apertura dei lavori del Consiglio la convocazione di una riunione di capigruppo. La minoranza dopo più di tre ore e mezza di discussione ripropone, attaccando la maggioranza con il leit motiv della mancanza di dialogo, il nome di Patrizia Morelli, già in corsa per la poltrona più alta dell’Assemblea nel luglio scorso.

“Confermiamo la disponibilità al dialogo – dirà a conferenza di capigruppo conclusa Stefano Borrello di Stella Alpina – che non si può esaurire in poco tempo. Abbiamo recepito sensibilità diverse all’interno della capigruppo, noi rimarcando la disponibilità al dialogo pensiamo che si debba continuare a discutere arrivando ad eleggere il presidente.”

A inaugurare il lungo valzer di interventi della minoranza è stato il consigliere di Uvp Laurent Viérin. “La candidatura della maggioranza rimane nell’ambito della maggioranza e quindi se la votino da soli”. In un lungo intervento Viérin ha ricordato la disponibilità al dialogo manifestata la volta scorsa dalla maggioranza. “Questa non si può esaurire in 5 minuti (Ndr nella riunione dei capigruppo). Ci saremmo aspettati un coinvolgimento degli eletti per discutere qualche giorno prima sui contenuti.” E ancora “Evitate di appellarvi al dialogo se poi non potete accettarlo. Capiamo l’imbarazzo del silenzio di questa settimana, voi non potevate affrontare la questione della condivisione per paura del venire meno di quella casella attribuita a quella persona.”

Assenza di dialogo sottolineata anche da Patrizia Morelli di Alpe. “Dialogo e insieme erano state le parole più pronunciate la volta scorsa. – ha sottolineato la capogruppo di Alpe – I risultati di questo dialogo sono insoddisfacenti e sono sotto gli occhi di tutti”.

Una recita per Raimondo Donzel del Pd-Sinistra Vda. “E’ chiaro che il dialogo a cui si è fatto riferimento è quello del teatro, di chi fa finta di parlarsi, il dialogo fra sordi.” Ma che dialogo è dire “Noi ci votiamo il nostro presidente e poi ne parliamo. Non fateci fare questa sceneggiata, facciamola finita con questa burla”. Un’occasione persa per Stefano Ferrero del M5S. “Abbiamo capito che la vostra disponibilità al dialogo era un bidone. Il posto di Presidente del Consiglio è diventato il nono assessorato. E’ stata fatta una cesta in cui sono state inserite le nove mele e poi sono state distribuite, alla faccia del ruolo di garanzia della presidenza.”

Così come Stefano Borrello anche Joel Farcoz, neo capogruppo Uv, ha rimarcato come la conferenza dei capigruppo “abbia evidenziato la disponibilità al dialogo. Questo è l’inizio di un percorso. Il dialogo non si può esaurire nel confronto fra i movimenti ma i temi vanno affrontati volta per volta all’interno della conferenza dei capigruppo e dell’ufficio di presidenza.”

Stesso concetto ribadito poco dopo dal Presidente della Regione, Augusto Rollandin: “Io credo che da parte nostra abbiamo debuttato con il dialogo, chiedendo con una riunione di capigruppo per esaminare la lettera. Noi abbiamo iniziato a dialogare. La comunicazione ci deve essere e non deve essere a senso unico“.

 

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