Progetto civico progressista, i cinque consiglieri chiedono un’assemblea pubblica

"Ci sono momenti nei quali è necessario mettere da parte l’orgoglio personale per interessi più generale dei cittadini, per questo abbiamo ritenuto da evitare crisi al buio" scrivono Cretier, Padovani, Malacrinò, Guichardaz e Bertin
Padovani
Politica

La maggioranza autonomista-progressista, nata il 20 ottobre 2020 sulla base di un programma significativo scaturito da un confronto delle forze politiche su temi importanti, funziona ancora? Alla domanda, posta all’ordine del giorno della convocazione dell’Assemblea di Progetto Civico Progressista, rispondono i cinque consiglieri regionali Cretier, Padovani, Malacrinò, Guichardaz e Bertin, chiedendo anche l’organizzazione di un’assemblea pubblica “in presenza e partecipata” per rispondere agli elettori.

“Non solo sta funzionando, ma ha affrontato il periodo più difficile dal dopoguerra ad oggi e, purtroppo, non ancora terminato.  – scrivono in una nota – La pandemia era ed è l’emergenza che ha portato in Italia ad un governo di larghissime intese e che da noi ha dovuto fare i conti con difficoltà quotidiane che sta dando risultati positivi, ma non bisogna abbassare la guardia. Siamo convinti che la nostra sensibilità politica ha evitato errori. Nello stesso tempo abbiamo raccolto l’opportunità del PNRR presentando 51 progetti per la Valle e per i quali dobbiamo mettere a terra la realizzazione entro il 2026″.

I cinque consiglieri regionali non nascondono le difficoltà, “ma abbiamo sempre pensato che ci sono momenti nei quali è necessario mettere da parte l’orgoglio personale per interessi più generale dei cittadini, per questo abbiamo ritenuto da evitare crisi al buio. Oggi ad un anno dalle elezioni possiamo fare il “tagliando” a questa maggioranza convinti che non ci siano alternative e che debba durare altri 4 anni”.

E sull’incisione nell’azione di governo da parte di Pcp, i cinque non hanno dubbi: “Le politiche di cui siamo stati direttamente responsabili, come la cultura e il turismo, sono un elemento fondamentale della ripresa. Abbiamo condiviso scelte difficili che hanno permesso la ripresa dell’attività scolastica e della sanità. Non tutto è come avremmo voluto noi, ma la decisione di governare con le altre forze della maggioranza il PCP l’ha presa consapevolmente e non ha in nessuna sede deciso di cambiare linea”.

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