Quirinale, Rollandin oggi a Roma. “Aspettiamo di conoscere le proposte ufficiali”

Il Presidente Rollandin ha incontrato ieri mattina, a Palazzo regionale, i rappresentanti dei gruppi presenti in Consiglio regionale. "Andiamo a vedere la lotteria nazionale e non è detto che non vinciamo"
Politica

Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, nominato dal Consiglio regionale quale Grande elettore per la Valle d’Aosta, sarà oggi a Roma alla prima seduta per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Prima di partire per la Capitale, il Presidente ha tenuto la consueta conferenza stampa di Giunta. 

"Andiamo a vedere la lotteria nazionale e non è detto che non vinciamo" ha ironizzato Rollandin. Come promesso in aula in occasione della sua elezione, Rollandin ha incontrato ieri mattina, a Palazzo regionale, i rappresentanti dei gruppi presenti in Consiglio regionale per un approfondimento delle varie sensibilità politiche in merito all’elezione del nuovo Capo dello Stato.

"Siamo rimasti d’accordo che avremmo fatto un’analisi questo pomeriggio sulla base delle proposte ufficiali. Sulla base di questo vedremo che non sia uno che è dichiaratamente contro le autonomie e che abbia una statura da poter governare il Quirinale con equilibrio anche nei confronti di quelle che sono le riforme che devono andare avanti". ha spiegato questa mattina Rollandin. E sui possibili candidati Rollandin ha glissato: "Di nomi ne girano tanti, hanno riempito le pagine".

La prima votazione per il nuovo Capo dello Stato è in calendario per oggi alle 15 a Montecitorio, dove è stato convocato il Parlamento, in seduta comune. In totale sono 1009 i «grandi elettori» che in base alla Costituzione hanno il diritto di voto: i 630 deputati, i 315 senatori, i 6 senatori a vita (5 in carica, più l’ex Presidente Giorgio Napolitano), e i 58 delegati espressi dalle Regioni. 

La seconda e la terza votazione sono previste rispettivamente venerdì mattina e venerdì pomeriggio. Mentre la quarta si terrà sabato mattina. Il quorum per l’elezione è fissato dalla Costituzione: maggioranza di due terzi nei primi tre scrutini (673 voti), maggioranza semplice (505 voti) dal quarto scrutinio in poi. 

 

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