La Segreteria politica di Rassemblement Valdôtain si dice preoccupata per “il riemergere di proposte già sostenute in passato, che mirano a mettere in discussione le funzioni prefettizie in capo al Presidente della Regione”.
I timori del movimento si collocano nell’ambito della possibile ripresa del dibattito sulla riforma dello Statuto speciale. “La preoccupazione nasce anzitutto da un dato politico e istituzionale: fino ad oggi il percorso sulla riforma è rimasto poco conosciuto e poco aperto alla comunità valdostana, mentre improvvisamente emergono ricostruzioni e ipotesi che rischiano di alimentare confusione e contrapposizioni”.
Per Rassemblement Valdôtain “se “aggiornare” lo Statuto speciale per qualcuno significa togliere o ridurre competenze già assegnate alla Valle d’Aosta, allora quel percorso ci preoccupa e non può essere condiviso”. evidenzia il movimento. “Una riforma può avere senso solo se orientata a rafforzare e attuare pienamente la nostra Autonomia in leale e piena collaborazione con lo Stato centrale, non a riaprire spazi di arretramento.”
L’auspicio della Segreteria politica è che ogni “eventuale iniziativa di riforma sia condotta con la massima trasparenza e in sede istituzionale, garantendo un coinvolgimento reale del Consiglio regionale e un confronto aperto con la comunità valdostana. Con un presupposto non negoziabile: nessun arretramento delle competenze della Valle d’Aosta”.

4 risposte
Severino Caveri era lo zio di Luciano Caveri e, quale prefetto, bloccò l’accesso a Palazzo Regionale ove lui stesso, non come prefetto ma esponente poltico, sarebbe stato messo in minoranza perdendo l’incarico di presidente della giunta regionale. A questo portano i due incarichi conferiti alla stessa persona.
Per completezza: l’allora capo del governo nazionale, l’on. Aldo Moro, pose fine alla baracconata e Severino Caveri fu dimissionato dal consiglo regionale.
Ancora: Luciano Caveri scrisse che lo zio era un “padre nobile” della Valle d’Aosta, io gli ricordai il capolavoro del filo di ferro e lui mi ha bannato dal suo blog.
Meditate gente, meditate.
Qualcuno ha detto qualcosa al riguardo o sono solo spauracchi agitati per secondi fini?
Il Prefetto dovrebbe essere una figura assolutamente distinta da quella di Presidente della Regione perché la commistione di ruoli non è sana.
In teoria il Prefetto è il superiore del Questore, quindi la Questura si trova a dipendere gerarchicamente da un politico (il Presidente della Regione non è altro che un politico eletto).
Il Prefetto tra l’altro sovrintende le elezioni, quindi un politico eletto sovrintende le elezioni.
Non vi suona un po’ come un conflitto di interessi?
Peccato che il Governo regionale, con la dgr n. 61/2026, abbia declassato la struttura organizzativa Affari di Prefettura dalla A alla C. Probabilmente non ritiene che sia così importante o che faccia cose particolari…