Politica di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 18 Giugno 2021 16:38

Regione, la verifica politica langue

Aosta - In diversi all'interno della maggioranza spingono per prendersi tutta l'estate per trovare una soluzione. Nel frattempo è stato consegnato a Lavevaz da Progetto Civico Progressista un documento sul quale dovrà innestarsi il confronto.

Palazzo RegionalePalazzo Regionale

Se il Presidente della Regione, come più volte dichiarato, ha fretta di riconsegnare le deleghe all’Ambiente e trasporti, di diverso avviso è una parte della maggioranza regionale.

La verifica politica, partita la scorsa settimana in una pausa del Consiglio regionale, sembra non decollare. Progetto Civico Progressista ha inviato al Presidente un documento con la posizione del gruppo su alcuni temi quali le discariche, l’ospedale, la ferrovia, gli intervallivi, l’aeroporto o ancora la riforma della legge elettorale. La richiesta agli alleati è che il programma torni ad essere centrale nel confronto e che quest’ultimo, oltre a svolgersi regolarmente, ad esempio ogni tre mesi, preveda il coinvolgimento delle forze politiche.

Nell’incontro di lunedì scorso fra le forze autonomiste di maggioranza e il capo dell’esecutivo Erik Lavevaz era arrivata la richiesta di comprendere il perimetro dell’attuale maggioranza. In sostanza, viste le divisioni all’interno dello stesso gruppo dei “civici”, gli autonomisti volevano capire le singole posizioni sulle questioni spinose, come ad esempio i collegamenti intervallivi, per evitare il ripetersi di quanto accaduto sull’ampliamento dell’ospedale. Com’è noto un mese circa fa, la maggioranza e lo stesso gruppo di Progetto Civico Progressista si spaccò sul voto di due diverse risoluzioni sul progetto del presidio ospedaliero. In seguito Chiara Minelli e Erika Guichardaz, rispettivamente assessora all’ambiente e trasporti e presidente della V Commissione, diedero le dimissioni dai rispettivi incarichi denunciando uno “scollamento fra scelte amministrative e programma“. 

Il passo indietro aprì formalmente la crisi di governo, latente in realtà da tempo, vuoi per i soliti malpancisti, rimasti a bocca asciutta nella divisione delle “poltrone”, vuoi per l’insofferenza verso l’attuale presidente Lavevaz, accusato di essere “l’uomo solo al comando”, ma rispetto ad alcuni suoi noti predecessori, tanto solo e poco al comando. Che il mirino di una parte dell’attuale maggioranza non sono solo le due consigliere di Progetto Civico Progressista, si è iniziato già ad intravedere nell’ultima seduta del Consiglio Valle, con il franco tiratore apparso nella votazione sui componenti di nomina regionale della Commissione paritetica. Certo è che le prossime tre adunanze del Consiglio regionale prima della pausa estiva non hanno in serbo provvedimenti tali da impensierire l’attuale maggioranza. Motivo per cui in diversi spingono per rimandare la soluzione della crisi all’autunno. 

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