Riforma Pa, il Savt: “Bisogna tornare a valorizzare dipendenti pubblici”

Il sindacato ricorda quindi come negli ultimi anni siano stati eliminati gli sviluppi di carriera, i rinnovi contrattuali sono bloccati al 2009 e il turnover è sempre meno frequente.
Claudio Albertinelli
Politica

Bene la semplificazione e la sburocratizzazione del sistema ma, se si vuole arrivare ad una “vera riforma della pubblica amministrazione”, bisogna puntare “ad una seria lotta agli sprechi”. Cosi in una nota il Savt Funzione pubblica commenta la prima bozza che sta circolando in queste ore sulla riforma della pubblica amministrazione 

“Nel processo di riforma – scrive il Savt – si devono poi mettere in atto tutte quelle azioni necessarie per tornare a valorizzare i dipendenti pubblici, che non devono più essere visti come un “problema” ma al contrario come una risorsa!”. Il sindacato ricorda quindi come negli ultimi anni siano stati eliminati gli sviluppi di carriera, i rinnovi contrattuali sono bloccati al 2009 e il turnover è sempre meno frequente.

“Il Savt/Funzione Pubblica ritiene che sia necessario reintrodurre quegli strumenti in grado di permettere ai pubblici dipendenti di avere la possibilità di crescere professionalmente e di vedere premiata l’esperienza maturata. In questa direzione sarebbe fondamentale ripristinare le progressioni interne, attuate mediante serie prove di valutazione.” Inoltre va rinnovato il contratto. “Questo prolungato blocco contrattuale – sottolinea il segretario Claudio Albertinelli – ha peraltro ridotto drasticamente la capacità di spesa e il potere di acquisto dei pubblici dipendenti valdostani, la maggior parte dei quali percepisce ormai stipendi che sono ben al di sotto della media, come evidenziato dalla relazione della Corte dei Conti.”

Il Savt propone quindi di “prevedere una “controriforma” del sistema pensionistico che ripristini per il pubblico impiego, anche solo per un determinato periodo, le regole in vigore prima della riforma Fornero. Visto che i costi sono in entrambi i casi a carico delle casse pubbliche, attraverso una campagna di pensionamento si potrebbero creare dei risparmi derivanti dalla differenza tra lo stipendio percepito in servizio e la pensione maturata, che è in ogni caso di valore inferiore.”

Aspettando i testi definitivi della riforma il Savt si diche infine pronto al "confronto con le altre sigle sindacali per valutare eventuali azioni comuni da mettere in atto, anche finalizzate a tutelare la nostra autonomia legislativa/contrattuale in ambito di pubblico impiego".

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