Riforme costituzionali, il deputato Rudi Marguerettaz si astiene

"Il voto di astensione ha voluto esprimere - spiega il deputato valdostano - le preoccupazioni espresse dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta con la risoluzione adottata all'unanimità lo scorso 24 ottobre".
Rudi Marguerettaz alla Camera dei Deputati
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"Se, da una parte, vanno riconosciuti alcuni aspetti positivi del provvedimento, quali il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, l’inserimento di una clausola di salvaguardia per l’applicazione di tali riforme alle regioni a Statuto speciale, non vanno tuttavia ignorati altri aspetti che non possono non suscitare interrogativi e preoccupazioni". Così in una nota Rudi Marguerettaz spiegando il voto di astensione oggi sul Ddl sulle riforme costituzionali.

"Il voto di astensione ha voluto esprimere – spiega il deputato valdostano –  le preoccupazioni espresse dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta con la risoluzione adottata all’unanimità lo scorso 24 ottobre, a conclusione del dibattito sulle riforme costituzionali". 

Tra gli aspetti critici della riforma Marguerettaz ricorda l’inserimento del principio dell’intesa nelle "norme transitorie" dell’articolato, il "processo centralista che questa riforma dispone, sottraendo alle Regioni una lunga lista di competenze per riportarle in capo allo Stato", la "clausola di supremazia", che permetterà al Governo, su propria iniziativa e senza nemmeno coinvolgere il Senato, di intervenire su tutte le materie per la "tutela dell’interesse nazionale".

"Il voto di astensione è ulteriormente motivato dal mancato rispetto dell’impegno assunto dal Governo nel passaggio al Senato, che prevedeva eventuali ulteriori competenze per le regioni a Statuto speciale, così come previsto per quelle a statuto ordinario" aggiunge ancora Marguerettaz che auspica che in seconda lettura "il Ddl possa essere migliorato, garantendo ulteriormente la tutela ed il rafforzamento delle specialità, più che mai necessarie in questo periodo in cui il tema di una rivisitazione dei confini regionali (macroregioni) sta prepotentemente tornando alla ribalta".

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