Politica

Ultima modifica: 5 Febbraio 2019 10:04

Saint-Pierre, il Comune è in stallo. Nessuno vuole entrare in Consiglio

Saint-Pierre - Dopo l'arresto nessuno commenta, nessuno vuole parlare; Monica Carcea non è più compagna di partito di nessuno. Mentre fioccano le rinunce a subentrare all'ex Assessora, domani si preannuncia un Consiglio infuocato.

Non c’è pace per Saint-Pierre. Il comune della Media Valle, dopo la “bufera Geenna”, vive un momento di grande imbarazzo: nessuno dei primi esclusi ha voglia e intenzione di accettare l’incarico ora che il comune sembra essere prossimo a un probabile commissariamento, o alle urne. Anche la minoranza tace.

Il silenzio attorno all’ex Assessora Carcea

Nessuno commenta, nessuno vuole parlare; Monica Carcea non è più compagna di partito di nessuno, eppure è un nome che pesa per quella maggioranza ora in cerca di una compattezza e in cerca soprattutto di stabilità per il consiglio comunale di domani.

Consiglio che dovrà fare i conti con le pesanti accuse lanciate dalla Gip Silvia Salvadori che nella sua ordinanza racconta il controllo del territorio da parte della presunta “locale” ‘ndranghetista insediatasi in Valle “attraverso l’inserimento e la partecipazione alla politica locale mediante condotte finalizzate a procacciare voti per determinati candidati a varie elezioni amministrative” per ottener una “restituzione di vantaggi diretti e indiretti nel settore dell’aggiudicazione di concessione e appalti pubblici”.

“Piano” che, stando all’accusa, vedeva Carcea assumere “più condotte concrete e specifiche, poste in essere nella consapevolezza di agevolare il sodalizio“.

Un nuovo Consiglio?

Che ne sarà di Saint-Pierre ora che Elena Negro, quella che a posteriori, forse, per la logica dei voti, avrebbe meritato il posto di assessore, è diventata tale, senza però la delega di assessore alla programmazione, finanze e patrimonio del comune di Saint-Pierre, che è stata assorbita dal sindaco, Paolo Lavy?

Monica Carcea, con un colpo di coda, forse suggeritole dalla linea difensiva, ha rassegnato le dimissioni, e il comune di Saint-Pierre ha dato il via alle danze: Nadia Gned la prima a scrivere nero su bianco la sua rinuncia a subentrare alla tristemente illustre Carcea. Dopo di lei, fresco di rifiuto, anche Riccardo Milanesio, figlio di Bruno, anche lui intenzionato a non subentrare come consigliere in un momento così delicato.

Nessuno vuole commentare il triste momento del comune e si aspetta la decisione di Gianluca Saccani, terzo escluso della lista, odontotecnico di Saint-Pierre, a cui verrà comunicato a breve l’incarico. Tutte le discussioni e le decisioni sono rimandate al consiglio comunale di domani, un appuntamento che si preannuncia infuocato, ma che potrebbe rivelarsi un fuoco di paglia, in attesa di nuovi sviluppi.

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