Era il 30 marzo scorso quando, per coprire il pensionamento di Massimo Uberti, la Giunta regionale nominò Mauro Occhi direttore generale pro tempore dell’Azienda Usl. La procedura per individuare il successore era già stata avviata il 16 gennaio 2026 e si è conclusa l’11 giugno con l’approvazione della rosa dei candidati idonei. Eppure, a oltre un mese da quel provvedimento, della nomina del nuovo direttore generale dell’Usl non c’è ancora traccia.
I candidati, del resto, non mancano. In 35 hanno partecipato alla selezione; al termine dei colloqui, gli idonei sono risultati 23. Tra loro figura anche l’attuale direttore pro tempore Mauro Occhi, che, secondo indiscrezioni, sarebbe stato il nome sul quale puntava l’assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi.
Una scommessa che, tuttavia, non sembrerebbe essere stata così convinta. L’attuale direttore pro tempore, infatti, sarebbe stato tra gli ultimi a venire a conoscenza dell’indennità di attrattività comparsa nella terza variazione di bilancio. Oppure gli uomini sui quali una parte della Giunta regionale punta davvero – almeno quella parte che ha predisposto la variazione – sono altri e hanno bisogno di essere “attratti”.
Così, nonostante uno stipendio base di 154.937 euro lordi annui, allineato nell’agosto 2025 ai livelli medi nazionali e con la possibilità di incrementarlo del 20% al raggiungimento degli obiettivi di mandato, spunta un bonus da 60 mila euro. Una misura che ha suscitato più di una perplessità, sia per il rischio di esporre la Regione a possibili ricorsi – considerato che l’indennità di attrattività verrebbe introdotta a procedura di selezione ormai conclusa – sia per i malumori che avrebbe generato anche all’interno della stessa maggioranza.
La sfida della Giunta è ora quella di portare a casa la terza variazione di bilancio nel più breve tempo possibile. Un obiettivo tutt’altro che scontato. Lunedì, infatti, si riunirà la commissione competente per una serie di audizioni e per la probabile espressione del parere. Se la maggioranza riuscirà a portare a casa a inizio settimana il via libera dalla commissione, non ci sarebbero i tempi tecnici (almeno 24 ore) per iscrivere il provvedimento nel suppletivo dell’ordine del giorno del Consiglio regionale, convocato da martedì 28 a giovedì 30 luglio.
L’ipotesi che prende quota è quindi quella di convocare una seduta straordinaria per venerdì 31 luglio. Più difficile, invece, immaginare una riunione nel mese di agosto, considerato che una parte dei consiglieri regionali ha già programmato le ferie. Anche l’inizio di settembre rischia di scontrarsi con le assenze estive. Nel frattempo, diversi consiglieri fanno notare come il disegno di legge che la Giunta intende approvare prima della pausa estiva non contenga particolari elementi di urgenza.
Forse, almeno una partita urgente c’è, e potrebbe essere proprio quella del direttore generale dell’Usl. La legge regionale lascia intendere, infatti, che l’incarico ad interim possa esser ricoperto per un massimo di sei mesi (che scadono a fine settembre), trascorsi i quali bisognerà procedere con la nomina di un Commissario.
Resta da capire se sia questa una delle vere urgenze della Giunta regionale o se, dietro la corsa all’approvazione della variazione di bilancio, si nasconda piuttosto l’esigenza di qualcuno di capitalizzare il consenso in vista delle partite politiche dell’autunno.
Il cambio di stagione con ogni probabilità coinciderà anche con un cambio degli equilibri politici in Valle d’Aosta. A determinarlo potrebbe essere il Tribunale di Torino, qualora confermasse in appello la sentenza di primo grado sul limite dei mandati in Giunta, oppure una scelta maturata dagli stessi protagonisti della politica valdostana.
Che il presidente della Regione Renzo Testolin non goda più della fiducia di buona parte del gruppo unionista non è un mistero. Di sua iniziativa o perché caldamente invitato dai suoi potrebbe quindi decidere di fare un passo indietro, magari per giocare, come qualcuno sussurra in queste ore, la partita delle elezioni politiche nazionali (Nda non è escluso che anche a Roma il Governo capitoli prima della fine naturale della legislatura). Una decisione che potrebbe arrivare anche prima del 13 ottobre, data nella quale la Corte d’appello di Torino si pronuncerà sul ricorso.
Il vero nodo resta però quello della successione. Difficile immaginare che l’Union Valdôtaine rinunci alla presidenza della Regione, ma, a differenza del passato, non sembrano essere molti i consiglieri disposti ad assumere la guida di un progetto politico che mostra più di una crepa. Tanto più dopo l’approvazione, a Roma, della nuova legge elettorale voluta dal centrodestra, con un contestato emendamento a firma Fratelli d’Italia, destinato a rimescolare gli equilibri in piazza Deffeyes e a mettere in discussione le strategie degli autonomisti in vista delle prossime sfide elettorali.
