Sanitari in fuga? Ipotesi indennità regionale integrativa e regionalizzazione del contratto

E' quanto emerge nel documento di economia e finanza regionale per il triennio 2022-2024, approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale e ora all'esame delle competenti commissioni.
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Un’indennità regionale integrativa del salario di medici e infermieri, “figure professionali di cui si rileva la maggiore carenza”, attraverso la predisposizione di una specifica norma regionale, ma anche un’eventuale regionalizzazione del contratto di lavoro dell’area sanità, attraverso specifiche norme di attuazione dello Statuto speciale. Il Governo regionale corre ai ripari tentando di arginare la fuga dalla nostra regione di professionisti sanitari. Nel documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2022-2024, approvato nei giorni scorsi dalla Giunta e ora all’esame delle competenti commissioni, si ritrovano le linee politiche e strategiche per l’elaborazione del bilancio di previsione pluriennale.

“L’importante carico lavorativo dei professionisti sanitari di questi ultimi 18 mesi ha, di fatto, portato alla luce evidenti criticità organizzative risultato delle riforme nazionali intervenute negli ultimi anni, orientate principalmente a dare risposte alle difficoltà economiche più che soluzioni efficaci alle problematiche sanitarie, dando avvio a contestazioni contrattuali di tutti gli operatori sanitari legate ai riconoscimenti economici, e, anche, a insoddisfazioni dovute a evidenti difficoltà nello sviluppo dei singoli percorsi di carriera”.

Altre azioni per attrarre nella nostra regione medici e infermieri riguardano “possibili interventi straordinari correttivi dell’attuale sistema di arruolamento del personale sanitario”.

L’altro problema da risolvere, connesso alla “capacità di valorizzazione delle figure sanitarie operanti nella nostra regione e di attrattività nei confronti di soggetti provenienti da altre realtà” è il governo delle liste d’attesa per prestazioni e ricoveri. Due i fronti sui quali il Governo regionale conta di intervenire: forme di convenzionamento con altre Aziende sanitarie; il ricorso al privato accreditato ma anche lo sviluppo della telemedicina.

Chissà invece se sul discorso attrattività, il Governo regionale voglia spendere anche la carta dell’ampliamento del Presidio ospedaliero, la cui gara d’appalto dovrebbe partire nella seconda metà del 2022, con l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo ospedale Parini tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. Come già evidenziato dal Piano della salute, la vera sfida a cui sarà chiamata la sanità valdostana sarà la medicina territoriale, in primis con il ripensamento del ruolo dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta. Attesa una riorganizzazione delle microcomunità.

Mattone dopo mattone, o prefabbricato dopo prefabbricato, anche la scuola valdostana è destinata a mutare profondamente nei prossimi anni.
Confermate le linee programmatiche contenute del precedente Defr in materia di edilizia scolastica delle scuole secondarie di secondo grado. La Regione eserciterà l’opzione di acquisto sui prefabbricati del Liceo scientifico e linguistico E. Bérard, con il definitivo abbandono del progetto di realizzazione del complesso scolastico in Regione Tzamberlet. Progetti di ristrutturazione/nuova costruzione interessano il Manzetti di Via Festaz, l’ex “Maria Adelaide” di via Via Torino da destinare a sede principale dell’istituzione LICAM, oltre alla sede secondaria di Avenue Conseil des Commis, in corso di ristrutturazione. Sarà poi finanziato l’efficientamento energetico della sede di Via Frère Gilles in Comune di Verres, “la cui gestione è particolarmente onerosa dal punto di vista dei consumi energetici” e verranno realizzate nuove palestre scolastiche nel capoluogo regionale, attraverso il finanziamento dell’intervento di progettazione di una seconda palestra scolastica, che si aggiunge a quella che sarà realizzata nel 2022, con risorse stanziate con il secondo assestamento 2020. E’ destinata a cambiare volto anche l’Institut Agricole Régional, mentre ulteriori risorse saranno stanziate per incrementare I servizi residenziali per studenti nel capoluogo regionali, ancora carenti, attraverso il finanziamento dell’intervento di recupero dell’ex priorato Saint-Bénin.

Per la nuova Università – l’apertura del primo lotto è attesa nel 2022 – la volontà è di proseguire con la realizzazione dei successivi lotti, ma nel Defr si evidenzia la necessità di “valutare le modalità alternative per reperire, le risorse necessarie”. Spetterà invece all’Ateneo valdostano, con proprie risorse, procedere alla progettazione e ai lavori di ristrutturazione delle Arcate del Plot da destinare provvisoriamente ad uffici, a seguito del trasferimento delle attività didattiche nella nuova sede costruita nell’area Ex Testafochi.

Non è però solo edilizio il problema della scuola valdostana. Per risolvere l’annosa questione del precariato degli insegnanti la strada indicata nel Defr rimane quella della regionalizzazione. Per l’altro grande problema, quella della dispersione e dell’abbandono scolastico, nuove risorse potrebbero arrivare dai fondi sociali europei. La volontà è di intervenire poi con un disegno di legge sull’istruzione tecnico-professionale, su cui la Regione ha competenza primaria, e al rapporto fra scuola e lavoro.

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