Sette giorni di Consiglio regionale per 63 argomenti da chiudere

E' cominciata l'ultima assemblea del Consiglio regionale di questa legislatura. Sarà una seduta fiume con 63 argomenti tra i quali figura di tutto un po' con, tra i temi 'caldi', il termovalorizzatore e il rendiconto finanziario 2007.
Il Consiglio regionale
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L’ultima adunanza del Consiglio regionale di questa XII legislatura, è cominciato oggi  e andrà avanti fino a martedì 8 aprile prossimo. Un Consiglio fiume che terrà legati ai banchi Giunta e consiglieri per discutere gli innumerevoli oggetti al centro di questa ultima seduta 63 argomenti, di tutto un po’, tra i quali ben 23 leggi, oltre ad 8 interrogazioni, 14 interpellanze, 5 mozioni , 4 risoluzioni oltre ad altri argomenti amministrativi. Una vera e propria lotta contro il tempo. Non mancano i temi “caldi” a questo Consiglio regionale nel quale l’opposizione avrà una parte determinante per la scorrevolezza dei lavori.
Tra gli oggetti di peso della seduta cominciata questa mattina figurano il rendiconto finanziario 2007 che si è chiuso con un avanzo di amministrazione di oltre 411 milioni di euro. Parte di questo “tesoretto” sarà ripartito su sconti per l’energia, sulla sanità, sugli enti locali, comuni, protezione civile e altro ancora.
Il termovalorizzatore, che in queste settimane ha tenuto alta la tensione, è all’ordine del giorno e sul tema il dibattito non sarà “all’acqua di rose”. Da evidenziare, inoltre, che sulla questione, in una lettera inviata ai consiglieri regionali, i movimenti di Valle d'Aoste Vive e di Renouveau Valdotain hanno chiesto di "soprassedere alla votazione prevista nell’adunanza dell'assemblea regionale" impegnandosi "a sottoporre la questione ad un ampio dibattito pubblico e, se necessario, ad una consultazione popolare che metta a confronto una pluralità di opzioni sostenibili e praticabili".
Intanto questa mattina i lavori sono cominciati con la comunicazione del Presidente della Regione, Luciano Caveri, che ha relazionato l'aula sulla decisione del Consiglio di Amministrazione della società del traforo del Monte Bianco di dare mandato ad un professionista di studiare la possibilità  di impugnare la decisione presa dal Consiglio regionale di limitazione del numero di Tir in transito nel Traforo del Monte Bianco.
Per Caveri si tratta di una decisione grave e conferma che il Traforo in questione sta diventando un organismo estraneo alla Valle d'Aosta. Diversi i commenti dei consiglieri: per Ugo Venturella (Arcobaleno), che ha comunque contestato il numero elevato di Tir che transiteranno attraverso il Tunnel, la decisione è gravissima e attacca l'autonomia legislativa del Consiglio regionale. Per Massimo Lattanzi (PdL) la decisione non stupisce perché ci sono alti interessi economici di cui il Consiglio di amministrazione in questione deve tenere conto. Per Guido Cesal (UV)  questa è la dimostrazione dell'assoluta mancanza di raccordo tra regione e istituzioni statali. Giovanni Sandri (PD) ha individuato le responsabilità nel Presidente della Regione “perché all'epoca era in Parlamento”. Infine, Edy Ottoz (PdL) si è detto stupito che una società pubblica si preoccupi dei bilanci e di realizzare guadagni. Concludendo che non è un problema politico, ma economico

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