Sicurezza: tra le strategie quella di perfezionare le competenze regionali come la polizia locale

In prima commissione Istituzioni e Autonomia è stato deciso di scindire l'aspetto politico da quello tecnico. Su quest’ultimo fronte l’attenzione è rivolta a strutture e a sistemi di sicurezza, vedi video sorveglienza, ma anche sulla polizia locale.
Politica
Il tema sicurezza anche ieri, giovedì 26 marzo. È stato al centro dell’agenda politica valdostana. Ad affrontare il tema è stata infatti la I Commissione regionale “Istituzioni e Autonomia” che ha ascoltato il Presidente della Regione e i Rappresentanti del Consiglio permanente degli enti locali in merito alla risoluzione "Iniziative per la sicurezza e per la difesa dell'ordine pubblico".
La decisione è stata quella di scindire l'aspetto politico da quello tecnico – spiega il presidente della Commissione Alberto ZucchiQuindi, nella prossima adunanza del Consiglio regionale, il gruppo Vallée d'Aoste Vive/Renouveau porrà la questione politica attraverso una mozione che ha già iscritto all'ordine del giorno, mentre la discussione in Commissione proseguirà per analizzare le questioni tecniche legate alla sicurezza”.
Dall’incontro avvenuto ieri sembra infatti essere emerso un quadro sul quale si possa intervenire in particolare rispetto a strutture e ai sistemi di sicurezza, come la videosorveglianza, i numeri telefonici dell'emergenza, la necessità di creare un circuito integrato tra gli enti locali. “Il nostro obiettivo è quello di approfondire un argomento, che è di grande attualità, al fine di perfezionare norme già esistenti a livello regionale, per esempio concernenti la polizia locale – aggiunge Zucchi –  che diano maggiore sicurezza, soprattutto ad Aosta e nella parte bassa della Valle, dove questo fenomeno comincia a farsi sentire maggiormente."

L’attenzione a non mischiare le funzioni prefettizie propriamente dette e il ruolo del legislatore  regionale è stata invece sottolineata dal Consigliere Luciano Caveri che ha aggiunto come "Sul decreto-legge vanno attesi la legge di conversione e il successivo decreto ministeriale”. “Al Consiglio Valle – aggiunge Caveri – vanno poste due problematiche. La prima è la videosorveglianza, già prevista nel progetto "Valle d'Aosta Sicura" già normata con legge regionale del 2007; la seconda è la materia – nostra competenza esclusiva – della polizia locale, che può essere affrontata dal legislatore regionale in modo ancora più efficace di quanto sia stato fatto sino ad oggi." Da parte sua il Consigliere capogruppo di VdA Vive -Renouveau Roberto Louvin sottolinea “la Valle d'Aosta deve dire adesso, mentre il Parlamento discute il decreto sicurezza, se è d'accordo o meno sulle cosiddette 'ronde' o se, come noi crediamo, la protezione del cittadino debba essere garantita dalle forze dell'ordine e non da gruppi o associazioni che perseguono secondi fini. Per questo abbiamo insistito affinché il tema sia trattato apertamente in Consiglio.".

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