UV: il lavoro è una priorità del mouvement. Rollandin boccia il salario di cittadinanza

Si è chiuso con un documento finale il congresso annuale dell'Uv che impegna gli eletti del Mouvement a "valorizzare il capitale umano" e ad "aiutare i giovani, a realizzare le loro ispirazioni e a compiere il loro sviluppo attraverso il lavoro".
Congresso UV  a Saint-Vincent
Politica

Il congresso annuale dell’Union Valdôtaine, “La crisi del lavoro”, è giunto ad un documento finale che impegna gli eletti del Mouvement a tutti i livelli a “valorizzare il capitale umano“, “aiutare le persone, soprattutto i giovani, a realizzare le loro ispirazioni e a compiere il loro sviluppo individuale attraverso il lavoro in una società che chiederà uno spirito di adattamento e flessibilità sempre maggiori“. Ancora: a “legare la remunerazione al merito, con una parte variabile proporzionale ai risultati”; “valorizzare e incoraggiare il lavoro manuale, l’artigianato e le piccole e medie imprese”; “ridurre il costo della macchina istituzionale“, snellendo la burocrazia.

Ego Perron e l’immigrazione inevitabile

Con questo congresso vogliamo dimostrare che il lavoro è una priorità per l’Union, alla quale dedichiamo quotidianamente i nostri sforzi“. Il presidente Ego Perron ha aperto i lavori con un occhio sui giovani: “Dobbiamo ripartire da talenti, energie e competenze per trasformare un momento di crisi in opportunità di cambiamento, per costruire la Valle d’Aosta del futuro. I giovani sempre più non cercano un semplice impiego, ma rivendicato una giusta carriera“. Per Perron, l’immigrazione “non si può rifiutare o negare, ma occorre gestirla al meglio. Soprattutto, dobbiamo chiederci perché nell’edilizia, nelle strutture ricettive, nell’agricoltura e nell’allevamento sia sempre più difficile trovare manodopera locale, con i valdostani che non vogliono più fare questi mestieri“.

La Regione non garantirà più il posto per tutti

Il senatore Antonio Fosson ha parlato della situazione di crisi del governo Berlusconi, evidenziando come sia “sempre più difficile avviare un percorso di riforme, anche con governi sostenuti da maggioranze ampie”. Sulla crisi del lavoro in Valle, Fosson ha lanciato un monito: “Il settore pubblico non potrà più essere il luogo in cui trovare lavoro per tutti“. Concetto rilanciato anche dal segretario del Savt Guido Corniolo: “Scordiamoci i tempi in cui la disoccupazione veniva assorbita dal settore pubblico“.

La crisi politica per Confindustria

Basta litigare su stupidagginiAlberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria e ospite al “Congrès”, ha parlato di una “continua perdita di posizioni dell’Italia nella competitività: la crisi ha reso il nostro Paese più vulnerabile, ma consapevole delle necessità per ripartire più forti”. Sulla crisi di governo in corso, Bombassei ha un’idea chiara: “Quello che l’Italia sta dando non è un buon esempio politico. La percezione generale dell’opinione pubblica è di non essere governati bene. Chi ci rappresenta a Roma ha il dovere di governare, non abbiamo bisogno di buchi di gestione in momento così difficile a livello economico. Tutti sono impegnati a litigare su delle stupidaggini e non recepiscono le nostre indicazioni sempre più pressanti su temi importanti“.

Rollandin: “Non esiste azienda in Valle senza aiuti pubblici”

Il presidente della Regione, parlando a braccio, ha toccato i principali ambiti in cui la Regione sta intervenendo nel mercato del lavoro: “Credo che non esistano in Valle – ha esordito – società private che non abbiano aiuti da Finaosta o dalla Regione. La nostra non è ingerenza, sono i privati che lo chiedono. Non è l’amministrazione che vuole inserirsi nel privato“. Sul tema politico: “Da parte dell’Union, è stata una scelta coraggiosa svolgere un congresso su un tema così impegnativo“. Sulla questione della “Precari Spa”, la società di servizi che rileverà dalla Regione i dipendenti regionali a tempo determinato, Rollandin ha spiegato che “un taglio del 50 per cento dei precari è impensabile” perché “se sono stati assunti, è perché erano necessari, se non indispensabili: la Spa non risolve il problema, ma è una soluzione che si è cercato di dare. Non è ciò che vorremmo, ma cerchiamo un passo alla volta verso soluzioni soddisfacenti“. E ha avuto anche una stoccata per gli avversari politici: “L’unica soluzione alternativa proposta era impraticabile e l’Alpe ha voluto ancora una volta fare finta di fare una soluzione, senza fornire nulla di concreto“. Rollandin ha raccolto applausi quando ha negato la possibilità di un “reddito di cittadinanza“: “Se si lavora, si merita uno stipendio. Se non si lavora, no. Dialoghiamo con i sindacati, ma non possiamo accettare soluzioni come questa“.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Politica
Politica