Vacanze di Renzi a Courmayeur, anche il M5S Vda vuole vederci chiaro

I due consiglieri regionali Stefano Ferrero e Roberto Cognetta hanno iscritto all’ordine del giorno del prossimo consiglio del 14 e 15 gennaio un’interrogazione per, si legge nel testo, “informare correttamente l'opinione pubblica".
Politica

La Regione, anche tramite le sue partecipate, ha contribuito a pagare le vacanze del Presidente della Consiglio Matteo Renzi?
Il M5S locale continua ad alimentare la polemica promossa dagli esponenti nazionali del Movimento sulle vacanze a Courmayeur del Premier.
I due consiglieri regionali Stefano Ferrero e Roberto Cognetta hanno iscritto all’ordine del giorno del prossimo consiglio del 14 e 15 gennaio un’interrogazione per, si legge nel testo, “informare correttamente l’opinione pubblica in ordine alle modalità con cui è stato effettuato il soggiorno a titolo personale del Presidente del Consiglio in Valle d’Aosta”.
In particolare i due grillini chiedono alla Giunta regionale: “se sono stati sostenuti costi a qualsiasi titolo a carico dell’Amministrazione regionale o di Società partecipate dalla Regione in relazione a trasporti e soggiorno del Presidente del Consiglio o di suoi famigliari ed accompagnatori” e “quali sono stati gli oneri, anche a livello di impiego supplementare di risorse umane, sostenuti ai fini dell’adeguamento agli standards di sicurezza dell’aeroporto regionale ai fini del trasferimento della delegazione”.

Nei giorni scorsi era stato il post di Carlo Sibilia, membro del direttorio grillino, ad accendere la miccia, puntando i riflettori sul volo militare che da Tirana, passando per Firenze era arrivato ad Aosta con Renzi e famiglia. “Vacanze a Courmayeur. All’insegna del risparmio ovviamente. Di chi? Di Renzi e famiglia che alloggia nella caserma degli Alpini a spese della comunità (noi). Qualche considerazione: Un Falcon quando si muove, ha un costo notevole (euro 9000 all’ora).”

Pronta la replica di Palazzo Chigi e dello stesso Renzi. “Per protocollo di sicurezza Renzi si sposta sempre con sistema protetto e, dovunque vada, viaggia su volo di Stato". Inoltre “il Presidente del Consiglio non ha raggiunto Aosta con il volo di Stato con cui si è recato a Tirana, in visita ufficiale in Albania (regolarmente atterrato a Roma), ma con un Falcon 900, nel pieno rispetto della normativa e dei protocolli di sicurezza che regolano questo tipo di spostamenti.” In un tweet il Premier scriveva: “Gli spostamenti aerei, dormire in caserma, avere la scorta, abitare a Chigi non sono scelte ma frutto di protocolli di sicurezza. Regole".

 

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