Contenuto Pubblicitario

Il “dégorgement” d’alta quota a Punta Helbronner inaugura la nuova annata della Cuvée des Guides

Inaugurata lo scorso 27 ottobre ai 3466 metri di quota di Punta Helbronner la nuova annata della Cuvée des Guides è pronta a conquistare gli amanti di uno spumante unico. Un legame a doppio filo tra Cave Mont Blanc, Società Guide Alpine di Courmayeur e Skyway Monte Bianco che celebra la natura, il lavoro dell’uomo e la valorizzazione del territorio.
Cuvée des Guides - Evi Garbolino photographer
Pubbliredazionali

Quando si parla di viticultura eroica – attributo “mitico” che si deve soprattutto al panorama leggendario che circonda i nostri vigneti – ci si chiede: cosa sarebbe, ad esempio, il Prié Blanc senza il Monte Bianco? Non è forse il “grido vertiginoso” dei suoi pendii bianchi a contribuire alla riuscita di questo splendido vino nella sua essenza, in un legame a doppio filo tra natura e lavoro dell’uomo?

Per questo motivo, la Cave Mont Blanc de Morgex e La Salle, assieme alla Società delle Guide Alpine di Courmayeur e alle Funivie Skyway Monte Bianco ha deciso di percorre il sentiero comune che punta e crede nella valorizzazione del territorio.

Questa terra ci insegna infatti, ogni giorno, la grammatica dell’altezza, in modo da guardare sempre oltre i nostri limiti. Arrigo Gallizio, ex presidente delle Guide Alpine di Courmayeur, è stato tra i primi ad accorgersi di questo lessico comune tra le due realtà. E con Mauro Jaccod, già presidente della Cave, infatti, ha deciso di dare l’avvio ad una di quelle imprese che portano a vedere più lontano. È il lontano 2003 quando decidono di creare un dialogo indissolubile tra il vino e la montagna.

Così, Guide di Courmayeur e Cave Mont Blanc “in cordata” sono salite oltre i duemila metri per sperimentare la spumantizzazione in quota, processo avanguardistico mai attuato prima. I vignerons avevano bisogno di qualcuno che potesse indicare il giusto sentiero in questi territori inesplorati. Le guide, antiche conoscitrici dei misteri alpini valdostani, si sono prestate immediatamente.

Il risultato di un legame profondo: la Cuvée des Guides

Il percorso trova così il suo inizio con un laboratorio di spumantizzazione in quota, ai 2590 metri del Rifugio “Franco Monzino” allo Chatelet, avamposto delle vie più dure e tecniche di tutto l’arco alpino. Proprio lì dove Bonatti cinquant’anni prima aveva fatto la storia dell’alpinismo, ora una partnership sentita scriveva quella dell’enologia. È qui che nasce la Cuvée des Guides, lo spumante metodo classico delle guide.

Dopo diciotto mesi di affinamento le bottiglie di Cuvée des Guides venivano introdotte per alcune notti nei seracchi del ghiacciaio del Brouillard, affinché i sedimenti si potessero congelare ed essere espulsi successivamente per completare il ciclo di spumantizzazione con il dégorgement, la tipica sboccatura finale.

Durante la fase sperimentale al “Monzino”, la Cave ha affidato l’indagine chimico-aromatica del prodotto all’Istituto Enologico di San Michele all’Adige, oggi invece a cura dell’Università di Torino.

Il 20 luglio 2009, alle 11.15, la prima bottiglia di Cuvée Des Guides viene sciabolata, o per usare il neologismo tecnico sarebbe meglio dire piolettata, in cima al Monte Bianco. È questo il sigillo immateriale che conferma la stretta alleanza tra Guide e Cave. I rappresentanti della cantina Mauro Jaccod, presidente, Gianluca Telloli, enologo, e Fabrizio Requedaz sono stati accompagnati dalle guide, Arrigo Gallizio, presidente, Armando Chanoine, Matteo Pellin, Marco Cheraz, Lucio Trucco e Marco Spataro. Per l’occasione partecipò anche l’allora sindaco di Courmayeur Fabrizia Dérriard.

La Cuvée des Guides oggi, una storia che continua

Nel 2015 grazie alla costruzione dell’avveniristica opera di Skyway Monte Bianco, i laboratori di spumantizzazione della Cuvée des Guides trovano spazio nelle sale del Pavillon du Mont Fréty, a 2173 metri, la prima stazione dell’impianto di risalita.

Qui, grazie ad una cantina più spaziosa vengono prodotte ogni anno 1000 bottiglie numerate di Cuvée des Guides, che affinano 36 mesi incastonate nelle rocce del Pavillon. L’agevole accessibilità a Skyway permette alle Guide e ai Vignerons di controllare più facilmente il lavoro di spumantizzazione. In questo modo si è aperta a un pubblico più ampio la possibilità di conoscere la viticoltura d’alta montagna da vicino.

La pressatura dell’uva e la prima fermentazione del vino, che si prepara a diventare Cuvée des Guides, avvengono nella cantina di Morgex. Verso giugno, il vino sale invece in funivia e arriva alla prima stazione di Skyway Monte Bianco per svolgere la presa di spuma e la seconda fermentazione per diventare spumante. Qui riposa poi 36 mesi e dopo un accurato Remuage – l’operazione che fa scendere i lieviti sul collo della bottiglia per poi essere congelati ed eliminati dalla stessa – alcune bottiglie vengono portate a Punta Helbronner, nella neve, per effettuare il dégorgement che inaugurerà la nuova annata.

Ed è proprio sulla cima di Punta Helbronner che, lo scorso 27 ottobre, la Cave Mont Blanc assieme alle Guide Alpine di Courmayeur e ad un gruppo di ristoratori valdostani hanno effettuato il dégorgement di alcune bottiglie della nuova annata di Cuvée des Guides.

Cuvée des Guides - Evi Garbolino photographer
Cuvée des Guides – Evi Garbolino photographer

Per informazioni

Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle
Strada Des Iles, 31
11017 La Ruine – Morgex (AO)

Tel: 0165 800331
Mail: info@cavemontblanc.com

Visita il sito internet
Visita la pagina Facebook
Visita il profilo Instagram

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte