In bassa Valle si aprono le porte della nuova Casa della Comunità di Donnas, struttura pensata per avvicinare servizi sanitari e assistenza ai cittadini. Dalla diagnostica per immagini di ultima generazione ai percorsi integrati tra territorio e ospedale, il progetto punta a ridisegnare il rapporto tra paziente e sanità locale, con l’obiettivo di rendere le cure e i servizi più accessibili senza dover ricorrere sempre all’ospedale Parini di Aosta.
Durante l’open day organizzato oggi, giovedì 28 maggio 2026 dall’Azienda Usl della Valle d’Aosta, cittadini e operatori hanno potuto visitare gli spazi della struttura, conoscere i servizi attivi e confrontarsi con il personale sanitario attraverso punti informativi dedicati. A presentare gli obiettivi e le volontà della Casa della Comunità di Donnas sono stati Mauro Occhi, direttore sanitario dell’Usl della Valle d’Aosta, Hélène Impérial, direttrice del Distretto 2 e del Dipartimento Strutturale di Area Territoriale, e Carlo Marzi, assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche Sociali.
L’iniziativa è stata l’occasione per illustrare il ruolo della Casa della Comunità all’interno del nuovo modello di sanità territoriale valdostana, orientato alla costruzione di un servizio più capillare e distribuito sul territorio.

Cos’è la Casa della Comunità
La Casa della Comunità rappresenta l’evoluzione del tradizionale ambulatorio territoriale. Si tratta di uno spazio pubblico pensato per offrire servizi sanitari e socio-sanitari in modo integrato, mettendo in relazione professionisti, cittadini e servizi assistenziali.
All’interno della struttura di Donnas operano specialisti di numerose discipline, tra cui ortopedia, cardiologia, ginecologia, pneumologia, geriatria, oncologia, dermatologia e oculistica. Sono inoltre presenti servizi infermieristici, riabilitativi, consultoriali, amministrativi e diagnostici.
Tra i servizi attivi figurano anche il punto unico di accesso (PUA), dedicato all’orientamento dei cittadini verso i servizi sociali e socio-sanitari regionali, e un ambulatorio ad accesso diretto pensato per garantire continuità assistenziale nei casi in cui il medico di base non sia disponibile.
Particolare attenzione viene data anche all’aspetto sociale dell’assistenza. All’interno della struttura lavorano infatti assistenti sociali e animatori di comunità, figure incaricate di supportare i cittadini nelle pratiche quotidiane, nella prenotazione di visite e nell’accesso ai servizi.
“La novità più importante è rappresentata dalla comunicazione tra professionisti e dalla capacità di leggere i bisogni sanitari e sociali che la persona spesso non riesce a esprimere”, ha spiegato Hélène Impérial.

Le novità rispetto alla struttura precedente
Pur mantenendo la stessa sede fisica, la nuova Casa della Comunità introduce un’organizzazione profondamente diversa rispetto al precedente ambulatorio territoriale.
Uno degli elementi principali riguarda l’informatizzazione che consentirà di mettere in relazione i servizi territoriali e l’ospedale Parini di Aosta. Secondo Mauro Occhi “il nuovo sistema punta a incentivare la comunicazione tra i professionisti per evitare il pendolarismo tra ricette e visite, creando un percorso di cura completo”. L’obiettivo dichiarato è dunque quello di lavorare per creare “un’assistenza sanitaria preventiva dei ricoveri evitabili”, decongestionando l’ospedale e rafforzando la presenza sanitaria sul territorio.
Tra le principali novità figura anche il potenziamento della diagnostica per immagini grazie ai fondi del PNRR. La struttura dispone ora di una risonanza magnetica aggiornata e implementata, di una TAC di ultima generazione e presto sarà installato anche un nuovo mammografo.
La radiologia è gestita in collaborazione con il personale del Parini: medici radiologi e tecnici si spostano infatti sul territorio per garantire il servizio. Il sotto organico evidenziato durante l’incontro non consente ancora l’impiego della TAC per la gestione delle urgenze, ma l’ambulatorio resta operativo in modo continuativo e serve utenti provenienti da tutta la Valle d’Aosta.

Gli auspici per il futuro
Durante l’incontro gli interventi dei responsabili sanitari e istituzionali hanno sottolineato la volontà di proseguire nel percorso di riorganizzazione della medicina territoriale avviato negli ultimi anni.
L’assessore Carlo Marzi ha ribadito la necessità di “mettere la persona al centro”, integrando sanità e servizi sociali attraverso una rete diffusa sul territorio. In Valle d’Aosta esistono quattro Case della Comunità, con Donnas individuata come una delle due strutture ad alta intensità.
Tra gli obiettivi futuri figurano il rafforzamento del personale sanitario, una maggiore integrazione tra i servizi territoriali e ospedalieri e il consolidamento della presa in carico del paziente lungo tutto il percorso di cura.
L’auspicio espresso dai professionisti coinvolti è quello di costruire una sanità più capillare e vicina ai cittadini, capace non solo di curare, ma anche di intercettare precocemente bisogni sanitari e sociali attraverso una collaborazione stabile tra diverse figure professionali.
di Diletta Peretto
