Portare la donazione del sangue e del plasma nelle comunità locali e nelle periferie per potenziare il sistema e promuovere la donazione è l’obiettivo della nuova autoemoteca, presentata oggi dall’Assessorato alla sanità, dall’Azienda USL e dalle associazioni Fidas e Avis. Il mezzo sarà in piazza Chanoux fino alle 18 di oggi: “È una grande occasione per la nostra città e sottolinea la vocazione al servizio e al volontariato, un mondo che si attiva e collabora senza guardare solo a se stesso ma aiutando gli altri”, ha esordito il sindaco di Aosta Raffaele Rocco.
La presentazione è stata organizzata in occasione del World Blood Donour Day che si celebra in tutto il mondo il 14 giugno ed è stata l’occasione per una riflessione più ampia sul sistema sanitario e trasfusionale. “Ogni goccia di sangue conta, perché il sangue non si può produrre artificialmente, ma esiste solo grazie alla generosità umana dei donatori”, ha illustrato Pierluigi Berti, Direttore della Struttura Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’USL. “In Valle d’Aosta siamo autosufficienti, abbiamo 3124 donatori attivi con un aumento dei nuovi donatori ma un calo di quelli periodici. L’autoemoteca è un presidio sanitario ad elevata tecnologia che porta il sistema trasfusionale vicino al donatore, acquistato con un contributo statale di 140.000 euro”.
“Con la nuova autoemoteca vogliamo rendere la donazione ancora più accessibile, portando la raccolta direttamente sul territorio e avvicinandoci alle persone. Penso a chi, per motivi di lavoro, di tempo o di tragitto, finora ha avuto difficoltà a raggiungere Aosta o Donnas: grazie a questo nuovo servizio potrà diventare donatore con maggiore facilità”, ha illustrato l’assessore Carlo Marzi. “Questa presentazione è un messaggio forte di unità e adattamento ai tempi che cambiano, grazie agli sforzi congiunti di Assessorato, USL e associazioni, nato in occasione del tavolo Sangue, un tavolo interistituzionale nato per affrontare insieme le sfide che ogni giorno dobbiamo affrontare portando ognuno una goccia all’interno del sistema”.
Un’unione sottolineata anche dal Direttore sanitario dell’Azienda USL Valle d’Aosta Mauro Occhi, necessaria “perché il sistema sanitario non è al collasso come qualcuno vorrebbe, ma sta cambiando assetto per tenere botta alle nuove sfide. Politica, associazionismo e cittadinanza consapevole devono allearsi, e l’autoemoteca è un segnale in questa direzione: il sistema salute dipende da tanti fattori, con questo portiamo i servizi dove servono. Oggi non celebriamo soltanto l’arrivo di un nuovo veicolo: celebriamo un modello di sanità pubblica moderno, partecipato e capace di guardare al futuro facendo leva sul valore della solidarietà”.
Fondamentali, all’interno di questo sistema, sono le associazioni, che in Valle d’Aosta sono rappresentate da Avis e Fidas. Per Irma Moro, presidente della prima, “l’arrivo di questa autoemoteca è molto sospirato per poi, perché essere vicini ai donatori è importante. La sua presenza non è solo utile per la donazione in sé, ma anche come strumento di pubblicità. Noi continueremo a fare la nostra attività: il nostro modo di dare una mano è tendere il braccio”. “La nostra idea di dono è la prossimità: ringraziamo per questa autoemoteca, segno di progettualità condivisa che permetterà di portare la donazione in territorio alpino, nelle località locali, per amplificare il dono civico”, conclude Rosario Mele, presidente Fidas.
Nei prossimi mesi il mezzo entrerà progressivamente in attività e consentirà di organizzare raccolte di sangue direttamente nelle diverse località della regione, in collaborazione con le associazioni dei donatori AVIS Valle d’Aosta e FIDAS Valle d’Aosta. L’obiettivo è facilitare l’accesso alla donazione soprattutto nelle comunità più lontane dal capoluogo, riducendo gli spostamenti e rendendo il gesto della donazione ancora più semplice e accessibile.
I dati 2025 sui donatori di sangue e sull’attività del centro trasfusionale
Nel corso del 2025 i nuovi donatori sono aumentati del 9,2%, passando da 391 a 427, mentre il numero complessivo dei donatori periodici è diminuito del 10,6%: il gruppo di donatori delle fasce di età più avanzate è attualmente prevalente e non risulta ancora sufficientemente compensato dai donatori giovani.
Per quanto riguarda i dati di attività del Centro trasfusionale, nel 2025 il Servizio ha mantenuto sostanzialmente stabile l’attività di raccolta e di supporto trasfusionale, a fronte di una lieve riduzione dei pazienti trasfusi (-3%). Si osserva invece una crescita significativa dell’attività ambulatoriale (+26,7%), con un aumento delle unità di sangue ed emocomponenti trasfuse a pazienti che accedono al servizio senza necessità di ricovero, e delle terapie infusionali, ovvero la somministrazione per via endovenosa di farmaci, immunoglobuline, ferro, terapie biologiche e altri trattamenti specialistici. Un dato che conferma il progressivo sviluppo di modelli assistenziali orientati alla presa in carico territoriale e a bassa intensità di ricovero, in grado di garantire cure efficaci riducendo al contempo la permanenza in ospedale.











