Sanità, l’Ordine degli infermieri: “Personale stanco. Non basta attrarre, bisogna anche trattenere”

La carenza non è solo di medici ma anche di infermieri, denuncia l'Ordine regionale. "Per la sanità valdostana la concorrenza è in Svizzera, dove si è pagati quasi il triplo rispetto a qua e si può scegliere il proprio orario di lavoro".
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Per medici, infermieri e Oss, stanchi di turni massacranti non adeguatamente retribuiti, è diventata l’Eldorado. “Si può guadagnare quasi il triplo rispetto a qui e poi si può scegliere di lavorare al 30%, part-time o al 70%”. Da anni ormai la vicina Svizzera fa concorrenza alla sanità valdostana. Secondo l’Ordine regionale degli infermieri sono almeno una decina i colleghi che solo quest’anno hanno deciso di reinventarsi una vita al di là della frontiera. “In questi giorni si parla solo della carenza di medici – sottolinea la presidente Paola Ascolese – ma a mancare è anche il personale infermieristico.” Se con l’indennità di bilinguismo e un sistema sanitario considerato eccellente, fino a una decina di anni fa la Valle d’Aosta era attrattiva per molti professionisti, da tempo non lo è più. “Il costo della vita era più alto rispetto ad altre regioni ma si stava bene, c’era benessere lavorativo” racconta Fabrizio Mastroianni, consigliere dell’Ordine regionale degli infermieri. 
“I continui cambiamenti a livello politico e a livello di direzione strategica hanno portato ad una fragilità dell’azienda che non è in grado di dare una programmazione a medio e lungo termine”.

L’ennesimo commissariamento difficilmente aiuterà. 
“C’è un malcontento generale per la mancanza di organizzazione” spiegano Ascolese e Mastroianni “Il personale è stanco per i continui spostamenti a cui è sottoposto e per i continui straordinari. Dovrei lavorare 21 giorni e invece ne faccio 25 e il carico di lavoro è pesante, perché se per 30 posti letto di norma dovrebbero esserci 4 infermieri oggi ne abbiamo due. A risentirne è così anche la qualità del servizio”. A scegliere di fuggire verso la vicina Svizzera non è solo chi era arrivato qui da altre regioni o paesi del mondo. “E’ lo stesso valdostano che prende e se ne va, bisogna capire perché il sistema sta collassando”. Alla politica, l’ordine regionale degli infermieri – con 966 iscritti è uno dei più numerosi ordini in VdA – chiede di invertire la rotta.
“Non c’è solo la questione del trattamento economico, ma anche quello del benessere psicofisico. La Valle d’Aosta non deve solo attrarre professionisti ma anche trovare il modo di trattenere i lavoratori, o pagandoli di più o facendoli lavorare meno e meglio.” Per questo l’idea avanzata nei giorni scorsi di skipass o alloggi gratuiti per un periodo non piace all’Ordine degli infermieri. “Rischiamo di creare lavoratori di serie A e di serie B”.
L’esame di francese è solo in parte un ostacolo. “Si può mantenere, ma dare la possibilità al lavoratore di sostenere l’esame dopo un po’ di tempo dall’assunzione”.

La proposta dell’Ordine degli infermieri è di essere attrattivi già dagli anni di studio universitari. “Bisogna far sì che al corso di laurea in infermieristica si iscrivano ragazzi provenienti da altre regioni, mettendo a disposizione ad esempio borse di studio”.

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