Ancora ritardi nelle assunzioni dei docenti: la denuncia dei sindacati

La problematica - spiegano i sindacati Snals, Cisl Scuola, Savt e Flc Cgil, insistendo affinché la politica regionale intervenga tempestivamente - è causata dalla mancanza di personale sufficiente impiegato presso la Sovrintendenza agli studi.
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In Valle d’Aosta l’iter delle assunzioni dei docenti in vista dell’imminente avvio dell’anno 2023/2024 è in ritardo di circa un mese. A rendere nota tale problematica, che affigge il sistema scolastico valdostano sin dal pre pandemia, sono le sezioni regionali delle sigle sindacali Snals, Cisl Scuola, Savt e Flc Cgil. La causa principale del rallentamento delle operazioni di reclutamento è da ricercare nella oramai cronica mancanza di personale che affigge sia le segreterie delle scuole del territorio sia più in generale la Sovrintendenza regionale gli studi.

Snals: “Negli ultimi anni è mancata una previsione dei pensionamenti”

Già l’inizio del mese di agosto, durante un incontro con l’assessore Jean-Pierre Guichardaz, i sindacati hanno espresso preoccupazione circa il mancato rispetto delle tempistiche di assunzione; la Regione ha tuttavia voluto rassicurarli auspicando di riuscire a concludere le varie procedure entro il prossimo giovedì 31 agosto.

“Sappiamo certamente che gli impiegati regionali si spendono anche più di quanto previsto e che senza il loro contributo il ritardo sarebbe ancora maggiore – dichiara Alessandro Celi, segretario regionale Snals -. Negli ultimi cinque o sei anni è mancata essenzialmente una previsione dei pensionamenti e, di conseguenza, una sostituzione che oggi incide sulla tempestività delle operazioni”.

I rappresentanti sindacali di maestri e professori valdostani si appellano peraltro alla politica domandando una maggiore attenzione alle esigenze di un sistema scolastico fortemente vincolato a dettami e scadenze stabiliti a livello ministeriale.

“Essere sottoposti alla variabilità della disponibilità del personale in Sovrintendenza diviene una fatica per tutti oltre che alle volte anche un problema economico – osserva ancora Celi, rammentando la scelta dell’anno passato di posticipare di una settimana la data di inizio delle lezioni per completare le procedure di assunzione dei docenti -. Avendo preso servizio dopo il 15 settembre, i precari non si sono visti riconosciuto il mese ai fini del Tfr, subendo un danno retributivo e pensionistico che speriamo non si ripeta”.

Cisl Scuola: “Gli aspiranti insegnanti di ruolo quest’anno sono addirittura una sessantina”

Attualmente sono in fase di svolgimento le operazioni di mobilità annuale dei docenti che vogliono sperimentare un anno di sostegno o fruire delle assegnazioni provvisorie per avvicinarsi al luogo di residenza.

“Sulla base dei posti rimasti dunque liberi, si procederà a contrattualizzare gli aspiranti insegnanti di ruolo, che quest’anno sono addirittura una sessantina – racconta Alessia Demé, segretaria Cisl Scuola -. Dalla Regione ci era stato assicurato che le operazioni, pur lunghe e complesse, si stessero svolgendo in maniera regolare ma temo che scollineremo di almeno una settimana sul mese di settembre”.

Secondo Cisl Scuola, alcuni ritardi si registrano anche nella disponibilità dei finanziamenti derivanti dal Fondo di istituto, utilizzati per attività aggiuntive quali funzioni strumentali, vicariato e contrasto alla dispersione scolastica.

“Le iniziative vengono definite nel collegio docenti, dove ogni insegnante ha la possibilità di candidarsi e vedersi firmato un contratto che stabilisce quante ore e quanto denaro assegnare sulla base della capienza del fondo – riassume ancora Demé -. La Regione ha stabilito che i fondi venissero erogati tramite apposita piattaforma entro il 31 agosto, ma il termine ultimo è slittato al mese di ottobre”.

Savt École: “Siamo indignati, invochiamo un intervento tempestivo dell’amministrazione regionale”

Insiste circa l’insufficienza della pianta organica della Sovrintendenza agli studi anche il Savt École, denunciando ritardi non soltanto nella mobilità bensì anche nelle assunzioni di docenti di ruolo e del centinaio di supplenti che rischiano di non essere disponibili per l’inizio dell’anno a scolastico.

“Siamo indignati perché due anni fa la difficoltà era imputabile alle nuove graduatorie e alle nuove procedure per costruirle, ma quest’anno, pur in assenza di graduatorie e adempimenti imprevisti, dobbiamo assistere a un nuovo rallentamento – nota il segretario della sigla sindacale, Luigi Bolici -. Invochiamo perciò un intervento tempestivo dell’amministrazione regionale affinché essa prenda atto di una problematica divenuta oramai cronica e vi trovi soluzioni come per esempio un rafforzamento dell’organico, affiancamenti o programmi di formazione”.

Il timore del Savt École riguarda non soltanto l’anno scolastico in prossimo avvio bensì anche l’anno scolastico 2024/2025, dove verranno stabilite nuove graduatorie che renderanno i mesi estivi ancora più delicati e le procedure di reclutamento ancora più complesse.

“Esprimiamo preoccupazione sia per i lavoratori sia in una ottica di sistema, poiché un supplente che arriva all’ultimo momento non ha avuto tempo di pianificare, programmare e integrarsi con i docenti di ruolo e ciò va a grave detrimento dei bisogni dell’utenza – continua ancora Bolici, sottolineando gli sforzi del personale della Sovrintendenza nel cercare di far fronte a tale crisi di funzionamento -. I nuovi insegnanti perdono molto tempo, trascorrendo l’estate sul chi vive senza sapere la loro destinazione futura, oltre che subire un danno monetizzabile in termini di giorni di retribuzione e contribuzione”.

Flc Cgil: “Non è accettabile perché si gioca sulla pelle dei precari”

Tali lentezze burocratiche, secondo Flc Cgil, fanno sì che maestri e professori in attesa di chiamata rischino di non avere idea di dove prestare servizio sino agli sgoccioli dell’anno scolastico, pena l’organizzazione dei corsi e la conseguente qualità dell’insegnamento.

“Come sindacato abbiamo già fatto notare che la problematica delle segreterie e della Sovrintendenza portano a ritardi che divengono alla fine strutturali e questo non è accettabile perché si gioca sulla pelle dei precari – commenta Simona D’Agostino, segretaria generale della sigla sindacale -. Si tratta di una questione squisitamente politica e se la Regione non comprende che bisogna investire nel personale essi continueranno a esserci e la situazione di certo non migliorerà”.

Pur nel pessimistico contesto delle assunzioni dei docenti per il biennio 2023/2024, Flc Cgil ricorda di un importante passo avanti compiuto lo scorso venerdì 14 luglio con la firma dell’ipotesi di contratto nazionale per il comparto istruzione e ricerca, che in Valle d’Aosta concerne gli insegnanti di scuole pubbliche, conservatorio e università.

“Questa variazione contrattuale equipara in materia di permessi retribuiti i docenti precari ai docenti di ruolo e ci permette di ottenere un aumento stipendiale medio dal 5% al 7% secondo anzianità e settore – spiega ancora D’Agostino -. La criticità è che abbiamo firmato un documento già scaduto, ma i sindacati nazionali sono già al lavoro per intervenire sulla prossima legge di bilancio per il futuro rinnovo contrattuale 2022/2024 di modo da innalzare stipendi negli ultimi anni erosi dall’inflazione”.

Valle d’Aosta aperta: “affrontare immediatamente questi annosi problemi”

A muovere polemica è stato anche il gruppo Valle d’Aosta aperta, puntando il dito contro la maggioranza e in modo particolare contro l’assessore Jean-Pierre Guichardaz e invitando le forze regionali ad affrontare la questione quanto prima.

“Mentre le segreterie e gli uffici della Sovrintendenza sono in continuo affanno per la mancanza di personale e mentre vengono conferiti nuovi incarichi di reggenza a nove dirigenti, a oggi i docenti restano in attesa di avere notizie sulle utilizzazioni e sulle assegnazioni provvisorie per il prossimo anno scolastico – si legge nella nota congiunta di Area democratica – Gauche autonomiste, Adu VdA e Movimento 5 stelle -. La scuola inizia il 1° settembre e non conoscere il proprio destino a meno di quindici giorni da tale data significa non potersi organizzare logisticamente, non potersi preparare con adeguata attenzione, non permettere ai dirigenti di formare i vari consigli di classe, creare difficoltà nell’assegnazione degli alunni in difficoltà”.

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