“Classes de sport”: il patto tra scuola, sport e famiglie

Il progetto delle Classes de neige si amplia a tutte le discipline, per favorire la conciliazione del percorso scolastico con quello agonistico dei ragazzi di medie e superiori.
Sport in piazza 2022
Scuola

Il seme delle “Classes de neige” è germogliato e si è trasformato in un arbusto: era il lontano 2009 quando si iniziò a parlare del progetto per conciliare il percorso scolastico con quello agonistico riservato agli sport invernali. Ora “è maturata la coscienza che ci sono tanti sport che devono essere integrati nel mondo della scuola”, come spiega l’assessore all’istruzione Luciano Caveri, ed il progetto si è quindi ampliato nelle “Classes de sport”, portando ad un protocollo d’intesa che sancisce un patto di corresponsabilità tra famiglie, scuola e mondo dello sport.

L’obiettivo è quello di coniugare sport – in tutte le sue dimensioni – e scuola, per far sì che i giovani delle secondarie di primo e secondo grado non debbano più scegliere tra l’uno e l’altro ma possano portare avanti i due percorsi in maniera proficua. Un progetto innovativo, come sottolineato all’unisono dai firmatari del patto – Luciano Caveri per l’assessorato all’istruzione, Jean-Pierre Guichardaz per quello allo sport, Marina Fey per la Sovrintendenza agli studi, Jean Dondeynaz per il Coni, Marco Mosso per l’Asiva e Michele Tropiano per il Comitato parolimpico – che sancisce diritti e doveri di tutte le parti in causa, basato sulla lealtà e sul venirsi incontro.

Presentazione Classes de sport
Presentazione Classes de sport

“Il progetto coinvolge diversi ambiti, dall’offerta formativa alla didattica, dalla flessibilità del calendario alla deroga al 75% della frequenza, a diverse strategie organizzative tramite tutoraggio e e-learning, ad esempio”, spiega Marina Fey. Un fronte comune che vuole mettere “sport e scuola sullo stesso livello per la costruzione della personalità dei ragazzi”, specifica Guichardaz. “La nostra regione è una fucina di campioni in tante discipline, investiamo tanto da questo punto di vista perché i campioni del futuro possono essere testimonial della Valle d’Aosta”.

Fondamentale sarà la capacità di informare tutti i protagonisti coinvolti, un punto su cui spinge molto Jean Dondeynaz: “Il CONI divulgherà con tutti i suoi mezzi il progetto delle Classes de sport affinché tutti possano aderire. Per la nostra regione lo sport è un volano determinante, il nostro mondo chiede di essere messo nelle condizioni poter fare dei percorsi educativi e sportivi al meglio”.

Le Classes de sport ampliano quelle de neige, “un giusto strumento per cambiare approccio, perché il mondo sportivo deve prendersi delle responsabilità e capire le esigenze scolastiche dei ragazzi: da un’indagine sui nostri allievi dell’Asiva è emerso come tutti vogliano arrivare in alto nello sport – una cosa sempre più difficile – ma poter anche continuare a studiare. Questo dimostra una grande maturità”, rivela Marco Mosso.

Un’ottica di integrazione a 360 gradi che coinvolge anche il Comitato parolimpico: “È molto importante che anche la disabilità rientri in questo progetto”, chiosa Michele Tropiano. “Per noi, più che l’aspetto agonistico – pur avendo anche noi delle eccellenze a livello internazionale –, conta quello ludico-motorio, e la scuola è sicuramente un primo passo”.

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