Convitto Institut Agricole Régional, allo studio una foresteria a Charvensod

La maggior parte dei convittori trova ospitalità nella sede di regione La Rochère che oggi può ospitare tra 108 e 110 convittori, suddivisi in 36/38 ragazze e 72 ragazzi. Per gli altri il Cda della Fondazione sta studiando alcune opzioni, come il possibile utilizzo di una struttura dell’Institut a Charvensod.
La sede dell'Institut agricole régional
Scuola

Con il venir meno della struttura del Montfleury anche l’Institut Agricole Régional, come l’Università della Valle d’Aosta, è alla ricerca di soluzioni per accogliere tutti gli studenti convittori e semiconvittori. Per il prossimo ano scolastico saranno 196 gli studenti, di cui 117 convittori (48 ragazze e 69 ragazzi), 52 semiconvittori e 27 esterni. La maggior parte di questi potranno trovare ospitalità nella sede di regione La Rochère che oggi può ospitare direttamente tra 108 e 110 convittori, suddivisi in 36/38 ragazze e 72 ragazzi. Per gli altri il Cda della Fondazione sta studiando alcune opzioni, fra le quali la possibilità di collaborare con altri enti con le stesse esigenze, ma anche il possibile utilizzo di una struttura dell’Institut a Charvensod (con una capienza di 6/7 unità) con l’obiettivo di “garantire, non solo lo studio, ma anche la socialità e un percorso di crescita degli studenti per i quali la struttura di Montfleury, là dove possibile, sarebbe ancora un valido supporto logistico.” A darne notizia in Consiglio regionale è stato questo pomeriggio il Presidente della Regione Renzo Testolin rispondendo ad una iniziativa del vice capogruppo della Lega VdA Stefano Aggravi.

“La soluzione migliore quando si parla di scuola e della creazione di rapporti di socialità è quella di essere tutti insieme, ma questo non è sempre possibile. – ha replicato il consigliere della Lega VdA Aggravi –  Spiace che non si sia potuto mantenere un rapporto di collaborazione con l’UniVdA e ben venga anche la soluzione della foresteria di Charvensod che potrebbe garantire il servizio, dando priorità a chi non risiede nel capoluogo regionale.”

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