Denatalità, Caveri: “Rischiamo di chiudere le materne di media montagna”

L'Assessore all'Istruzione, in conferenza di fine anno, si è soffermato sul problema della denatalità in Valle: "È evidente che questo tema vada affrontato non in termini esclusivamente legati alla fiscalità, alle famiglie e ai servizi ma che ci siano elementi sociologici e psicologici sui quali intervenire”.
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Il problema delle “culle sempre più vuote” arriva dritto dai dati Istat. Numeri che preoccupano, in Valle, per la tenuta dei servizi e per quella delle scuole.

Scuola che già a maggio aveva fatto una “fotografia” del fenomeno della denatalità, per capire l’impatto sulla regione, durante il prossimo anno scolastico.

Tema tornato al centro, questa mattina, durante la conferenza stampa di fine anno della Giunta regionale: “È chiaro che andando avanti così avremo una popolazione molto anziana, ed è del tutto evidente che questo si rifletterà sull’occupazione e sulle scuole – ha spiegato l’Assessore all’Istruzione Luciano Caveri -. Avremo dal Pnrr dei soldi sull’edilizia scolastica, molti dei quali sugli asili. Anche il prossimo anno scolastico rischiamo di chiudere delle scuole materne nei paesi di media montagna, mentre quelle di alta sono tutelate”.

“Dal punto di vista didattico – prosegue Caveri -, avere delle pluriclassi è molto discutibile. Poi, non si può pensare che le materne e le primarie non abbiano una condizione fisica e locale. È evidente che questo tema vada affrontato non in termini esclusivamente legati alla fiscalità, alle famiglie e ai servizi pubblici, ma che ci siano elementi sociologici e psicologici sui quali intervenire”.

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