Fare Pari: a scuola di pari opportunità con i ragazzi della Grand Combin

I ragazzi dell’I.S. Grand Combin presentano a partire da oggi, 12 maggio 2023, gli elaborati realizzati nel corso di “Fare Pari”: un progetto per contrastare gli stereotipi di genere e sensibilizzare sulle pari opportunità fin dalla scuola dell’infanzia.
Fare pari
Scuola

“Fare pari”, proposto ad insegnanti e alunni a settembre 2022, ha coinvolto le scuole primarie e dell’infanzia di Gignod, Roisan, Valpelline, Variney e Oyace. In tutto, tra disegni e fumetti, sono state realizzate più di 200 creazioni. In seguito, è stato selezionato un elaborato per ogni alunno, ciascuno dei quali sarà visibile fino al 15 maggio 2023, presso la sede dell’Unité Grand Combin. A promuovere l’iniziativa sono stati il Savt e l’Associazione Solal di Gignod.

I percorsi per “Fare pari”

Per affrontare al meglio il tema delle pari opportunità, ai ragazzi delle primarie e agli alunni della scuola dell’infanzia sono stati proposti due percorsi differenti. I primi, sono entrati in contatto con la storia di diverse pioniere che si sono contraddistinte in ambito lavorativo e sociale. Successivamente, è stato richiesto loro di approfondire la conoscenza di queste figure tramite alcune ricerche e riscrivere tali storie con il linguaggio del fumetto. I bambini della scuola dell’infanzia invece, si sono trovati a lavorare sulla corporalità, perché, come ha ricordato Viviana Rosi: “I corpi sono il primo modo in cui noi prendiamo posizione nel mondo. Il nostro scopo è stato quello di evidenziare che seppur esistano grandi differenze nei nostri corpi, queste rappresentano un gioioso valore e non una fonte di discriminazione.”

Come specificato dal segretario Claudio Albertinelli, l’impegno del Savt in un’iniziativa di questo tipo non è casuale, infatti: “Sono due anni che stiamo cercando di trasmettere valore partendo dalle scuole, perché riteniamo che non si debba parlare di certi temi solo una volta l’anno, nelle occasioni istituzionali ma che si debba investire quotidianamente in questo tipo di progetti.”

Perché è ancora importante parlare di pari opportunità nel 2023

“Mi ha colpito la necessità di parlare della parità di genere, un argomento che forse riteniamo superato, se ne parla da molti anni, ma in realtà non è così.” Ha dichiarato Emanuela Bobbio, dirigente dellIstituzione scolastica “Unité des Communes Valdôtaines Grand Combin – Gignod”. Infatti, secondo Save the Children, in Italia abbiamo raggiunto un nuovo record negativo nella natalità, scendendo sotto le 400 mila registrazioni all’anagrafe. Il calo delle nascite, secondo il rapporto è legato a due fattori: il mercato del lavoro e la distribuzione dei carichi di cura, entrambi strettamente connessi con il progetto “Fare Pari”. Per ciò che riguarda il mercato del lavoro, per Save the Children, laddove due coniugi hanno un lavoro stabile la fecondità risulta essere più alta. “Può sembrare ovvio – continua Emanuela Bobbio – ma se pensiamo a quanti ostacoli il genere femminile si autoimponga ecco che il lavoro diventa molto importante per il superamento di questi stereotipi.” Sempre secondo Save the Children, lo scarto nella distribuzione dei carichi di cura nelle famiglie italiane è piuttosto netto. Si pensi che le madri italiane dedicano in media 16 ore settimanali alla cura dei figli, mentre i padri solo 7. “Spesso i limiti ci vengono imposti dall’esterno ma penso che i limiti più pericolosi siano quelli che ci si impone in maniera inconscia; quindi, lavorare fin da piccoli sul superamento degli stereotipi di genere è estremamente importante per determinare le scelte future delle bambine e dei bambini.” Ha sottolineato Emanuela Bobbio.

Per quanto sia necessario un lavoro di sensibilizzazione anche tra gli adolescenti, secondo Viviana Rosi è quantomai impellente agire direttamente sui bambini più piccoli: “Si pensa spesso che questi interventi vadano fatti alle scuole superiori, ma in realtà è importante partire molto prima. In realtà i bambini tendono normalmente ad essere così, di conseguenza da questo punto di vista è più facile lavorare con i bambini più piccoli. Contemporaneamente è importante che ci sia un segnale da parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica che miri a rafforzare questa convinzione, perché poi la società crescendo dà messaggi diversi: diversifica, umilia, discrimina, svaluta le competenze. Non sempre ma molto spesso sì.”

Sul canale Youtube del Savt è possibile visionare alcune videointerviste ai partecipanti di “Fare Pari”, nonché un montaggio di alcuni dei momenti più iconici del progetto.

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