A volte una classe apparentemente demotivata ha solo bisogno di un progetto in cui impegnarsi per dare il meglio di sé.
È quanto è accaduto alla 4^A GARA dell’Isitp Manzetti di Aosta, una delle prime classi del nuovo indirizzo professionale in “Gestione delle Acque e Risanamento Ambientale”.
Il percorso, che quest’anno porterà i primi studenti iscritti all’esame maturità, è stato pensato per rispondere alle esigenze professionali del territorio valdostano, dove i temi ambientali sono sempre più attuali e urgenti. “Le materie di indirizzo sono di carattere ambientale e laboratoriale”, spiega Federica Nicotera, che insegna una di queste, ovvero Tecnologia delle risorse idriche e geologiche.
L’idea, sua e dei docenti Chiara Luciani, Fulvio Mauri e Myriam Venturino Clemente, è stata quella di non limitare l’insegnamento a qualcosa di astratto e frontale, ma di coinvolgere gli studenti in prima persona nello studio di un’emergenza ambientale valdostana.
A fornire l’occasione è stata l’iniziativa dall’Agenzia spaziale europea Climate Detectives: indaghiamo i cambiamenti climatici, che invitava le classi delle scuole secondarie italiane aderenti ad approfondire un cambiamento climatico legato al proprio territorio.
Così, gli studenti della 4^A GARA, da ottobre a marzo, hanno realizzato un’analisi e una stima dell’acqua che si fonde dal ghiaccio del Rutor. Combinando immagini satellitari Copernicus elaborate con QGIS con dati satellitari e glaciologici regionali, il loro progetto studia l’evoluzione recente del ghiacciaio, dal 2016 a oggi, per collegarne l’evoluzione alle risorse idriche.
L’obiettivo è stato quello di ricostruire la variazione superficiale, stimare il volume d’acqua perso per fusione e valutare la creazione di potenziali bacini di raccolta.
Il progetto, realizzato grazie alla collaborazione tra studenti, docenti e l’Arpa, è stato selezionato tra i migliori proposti in tutta Italia. Ora, gli studenti riceveranno delle certificazioni di partecipazione e una targhetta commemorativa, mentre il loro studio sarà pubblicato sul sito dell’Agenzia spaziale europea.
“Non si aspettavano questo risultato”, commenta Nicotera. “Era una classe a rischio dispersione, ma grazie ai progetti che abbiamo loro proposto, si sono mostrati per quello che valgono. Ora alcuni pensano di proseguire gli studi in ambito scientifico”.
