In Emilia Romagna le scuole primarie apriranno il 31 agosto: cosa ne pensi?

Su un tema da anni al centro del dibattito la redazione ha aperto un sondaggio per consentire ai lettori di Aostasera di esprimere il loro orientamento.
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Per gli studenti di Bologna, Ravenna, Reggio Emilia, Parma e altri 38 comuni emiliani la scuola aprirà le porte in anticipo, il 31 agosto anziché a metà settembre, come avviene in buona parte d’Italia. Prende il via nell’anno scolastico 2026/2027 una sperimentazione educativa della Regione dell’Emilia Romagna che prevede l’apertura delle scuole primarie grazie a progetti realizzati dai Comuni e sostenuti dalla Regione con una spesa stanziata di 3 milioni di euro.

In realtà non si tratta di un vero e proprio anticipo del calendario scolastico con lezioni portate avanti dagli insegnanti, ma di attività extrascolastiche condotte da educatori esterni. Dal 31 agosto al 14 settembre supporteranno gli alunni nello svolgimento dei compiti e proporranno loro esperienze sportive, culturali ed educative pensate per accompagnarli verso il nuovo anno scolastico sul modello del pre e del dopo scuola in un periodo che, solitamente, rimane scoperto dai tradizionali centri estivi.

La partecipazione sarà su base volontaria e il servizio potrà essere gratuito, grazie alle risorse regionali, ma è data facoltà ai Comuni di chiedere una quota minima di iscrizione per evitare problemi organizzativi che sorgono con le attività completamente gratuite. Se la sperimentazione dovesse funzionare c’è poi l’idea di renderla strutturale e diffusa su tutto il territorio regionale a partire dall’anno scolastico 2027-2028.

E in Valle d’Aosta? Sollecitato a riguardo l’Assessore all’istruzione Erik Lavevaz ha parlato di “un’iniziativa interessante, perché va nella direzione di operare sempre più sulla conciliazione tra le esigenze delle famiglie e quelle del lavoro. Spesso il sistema educativo dell’Emilia Romagna propone modelli all’avanguardia, e questo è sicuramente da prendere in considerazione” ha sottolineato. Per quanto riguarda la Valle d’Aosta Lavevaz ha ribadito la volontà di sostenere le famiglie attraverso “il potenziamento del sistema 0-6, che si pone idealmente come precedente per iniziative come questa”.

E voi cosa ne pensate? Per sondare l’opinione e l’orientamento su un tema da anni al centro di un dibattito abbiamo lanciato un sondaggio. Si tratta, lo ricordiamo sempre, di un’iniziativa della redazione che non ha alcun valore statistico, pensata unicamente per far esprimere i diversi punti di vista dei nostri lettori, siano essi genitori, insegnanti o operatori turistici.

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