A rischio chiusura la scuola pubblica dell’infanzia di Courmayeur

Nonostante gli importanti investimenti fatti da comune e regione in termini di sicurezza e accessibilità, e la connotazione didattica sull'outdoor education, la scuola pubblica da diversi anni stenta a raggiungere il numero minimo di preiscrizioni per dare vita ad una sezione.
scuola regionale infanzia courmayeur
Società

Nonostante gli importanti investimenti fatti dal Comune negli ultimi anni per rendere la scuola ancora più sicura, accessibile, accogliente e innovativa nella sua offerta educativa, la “materna” regionale di Courmayeur potrebbe dal prossimo anno dover chiudere i battenti.

Ad oggi infatti non è stato raggiunto il numero minimo di iscrizioni per avviare il servizio. Da anni ormai la scuola dell’infanzia pubblica si trova a dover competere con la paritaria Luisa Proment. Sulla “guerra” fra pubblico e privato è recentemente intervenuto l’Assessore regionale all’istruzione Luciano Caveri all’Assemblea del Celva: “Non si può pensare che la scuola pubblica, che storicamente ha un suo ruolo, soffra a vantaggio della paritaria”.

Al momento alla scuola dell’infanzia regionale di Courmayeur sono pre iscritti sette bambini, 56 alla paritaria.
“E’ prematuro parlare di chiusura” dice la Dirigente Mikaela Bois “Sono tre anni almeno che si presenta la stessa situazione, ovvero un numero di prescrizioni che non raggiunge il minimo dei dieci alunni per consentire l’apertura della sezione del plesso di Courmayeur. La situazione è in divenire, anche perché con l’accorpamento a Pré-Saint-Didier, dove al momento sono 14 i prescritti, con un solo nuovo iscritto avremmo uno scatto di organico che consentirebbe il mantenimento della sezione”.

L’anno scorso a salvare la scuola dell’infanzia fu l’iscrizione di due bambini provenienti dalla Danimarca e tre da Milano. L’auspicio di molti è che la recente campagna del Comune di Courmayeur sullo smart working etico possa convincere altre famiglie a trasferirsi dalla grande città.

“Ho dei nipotini che sono andati alla pubblica e si sono trovati benissimo, non capiamo sinceramente il perché le famiglie propendano per la paritaria. Sicuramente è una tradizione a Courmayeur quella di mandare i bambini alla Proment, che esiste dal 1936, mentre la scuola regionale è dal 1985/86 che ha aperto. La paritaria si vende sicuramente meglio, iniziando le preiscrizioni già a settembre, con l’organizzazione di giornate porte aperte. Inoltre garantisce ai genitori la flessibilità del sabato pomeriggio, che tempo addietro si provò a fare adottare anche nella pubblica, senza però riuscirci” racconta Alessia Di Addario, Assessora all’istruzione del Comune di Courmayeur  e rappresentante comunale in seno al Cda dell’Asilo nido Proment, assieme all’ex vice sindaco e attuale coordinatore didattico dell’Asilo nido Proment, Massimo Sottile.

“Nell’ambito dell’autonomia scolastica si potrebbe aprire anche il sabato pomeriggio, bisognerebbe però avere le risorse per farlo. Dovremmo poter avere un supporto da parte di assistenti del Comune per completare l’orario” fa presente la dirigente Bois, sottolineando come la scuola pubblica non abbia nulla in meno di quella paritaria, anzi.

“Abbiamo un edificio accogliente, con un grande parco, molto luminoso e tutto su un piano, che consente ai bambini forme di autonomia importanti. Sul plesso è stato fatto un forte investimento, anche in termini di formazione dei docenti, per orientare l’attività sull’outdoor education”.

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Scuola regionale infanzia Courmayeur

Nel 2020 il Comune di Courmayeur aveva deliberato uno stanziamento di risorse, nell’ambito del Piano regionale 2019 degli interventi per la promozione del sistema integrato di educazione ed istruzione, per migliorare gli spazi esterni della scuola dell’infanzia e assicurare così il potenziamento dell’outdoor education, attraverso la realizzazione di un’aula esterna. Soltanto da poco però l’Amministrazione comunale ha avviato le procedure di acquisto delle attrezzature, che saranno disponibili, quindi, solo dal prossimo anno scolastico. “Abbiamo mandato la conferma dell’acquisto per 20mila euro” spiega l’Assessora “Sono attrezzature che potranno essere comunque utilizzate fino agli 8 anni”.

A farsi portavoce della preoccupazione dei genitori dei bambini che frequentano la scuola regionale è la rappresentante Giulia Radin:“Ci troviamo in una situazione paradossale. La mia formazione mi consente di valutare e riconoscere l’eccellenza della scuola pubblica di Courmayeur. L’eventuale chiusura rappresenterebbe a mio avviso un fallimento per tutta la comunità”.

In attesa di nuove, auspicate, iscrizioni, il comune di Courmayeur si sta facendo carico di organizzare l’eventuale servizio di trasporto dei bambini verso la scuola Pré-Saint-Didier.

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