“Al Beauregard gestione avventata e rischiosa”

Cittadinanzattiva, assieme al Tribunale per i diritti del malato, denuncia l'impiego degli Oss al posto di infermieri e tecnici. A Patologia Neonatale gli infermieri sarebbero sotto organico. Paola Giordano: "Inutile recriminare a tragedia avvenuta".
L'ingresso dell'ospedale Beauregard di Aosta
Società

“E’ dal 2008 che l’azienda sanitaria è a conoscenza dei fatti, ma non è cambiato nulla. Forse così ci sentiranno. Chi lavora lì ne vede troppe”. Paola Giordano, segretario di Cittadinanzattiva Valle d’Aosta, spiega quali sono le problematiche all’origine della lettera inviata assieme alla sezione regionale del Tribunale per i diritti del malato all’attenzione del presidente della Regione e dei consiglieri regionali.

Al centro della polemica, la gestione delle risorse umane all’interno del dipartimento materno infantile dell’ospedale Beauregard. Tutto è cominciato nel 2008, quando nella struttura hanno preso servizio un gran numero di Oss, operatori sociosanitari. Questi operatori di supporto, secondo quanto denuncia Paola Giordano, verrebbero impiegati per ricoprire qualsiasi necessità, anche quando, da regolamento, è necessaria la presenza di infermieri o tecnici specializzati. “Il nido del reparto maternità è gestito da Oss, invece che da puericultori infermieri o ostetrici. E’ sempre un Oss che effettua lo screening neonatale per l’udito, l’ototest, anche se per legge serve un tecnico audiometrista”.
 

La questione più grave, segnala il segretario, riguarda Patologia neonatale, ovvero il reparto per i neonati prematuri o con difficoltà. “Dal momento che si tratta di terapia intensiva di secondo livello avanzato bisogna che ci siano due infermieri ad occuparsene. Ce n’è uno solo, che deve gestire i flussi verso la sala operatoria, la sala dei cesarei, ed accorrere al nido nel caso ci sia un problema. Peccato che il nido si trovi nell’ala opposta dell’ospedale. Non ci sono neppure ascensori dedicati. Il rischio è che si perdano minuti preziosi. Bisogna correre ai ripari adesso, è inutile farlo quando oramai è accaduto l’irreparabile”.
La patata bollente passa nelle mani della politica, a cui spetta l’onere di accertarsi della situazione e prendere posizione.

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