Società di Domenico Albiero |

Ultima modifica: 12 Dicembre 2016 16:07

Anche ad Aosta nasce l’Emporio solidale, il ‘negozio’ per chi è in difficoltà economica

Aosta - L’esperienza degli empori è molto diffusa in tutta Italia e da oggi parte una sperimentazione anche nella nostra regione grazie alla collaborazione fra l’assessorato regionale alle Politiche sociali e il Coordinamento solidarietà Valle d’Aosta.

Stefania Perego e Laurent Viérin inaugurano Quotidiamo

Un luogo dove le famiglie e le persone in difficoltà economica potranno fare gratuitamente la spesa e, allo stesso tempo, uno sportello per orientarsi fra i diversi servizi rivolti alle fasce deboli che il territorio già offre. E’ questo “Quotidiamo” l’emporio solidale che è stato inaugurato oggi, lunedì 12 dicembre, in via Avondo ad Aosta.

L’esperienza degli empori è molto diffusa in tutta Italia e da oggi parte una sperimentazione anche nella nostra regione grazie alla collaborazione fra l’assessorato regionale alle Politiche sociali e il Coordinamento solidarietà Valle d’Aosta. “Questa esperienza – ha detto Stefania Perego, presidente del Csv – nasce alla sinergia fra soggetti pubblici, privati e organizzazioni di volontariato. Un bell’esempio che rende solida la possibilità di proseguire nel progetto”. “Le persone che fruiscono dell’emporio solidale – ha aggiunto l’assessore Laurent Viérin – hanno anche la possibilità di restituire quanto ricevuto in ore di volontariato. E questo è senza dubbio un valore aggiunto”.

Posso accedere a Quotidiamo le persone in difficoltà segnalate dai servizi sociali. Ciascuno riceverà una tessera del valore di 45 punti per ricevere cibi freschi e secchi. Chiunque può contribuire al progetto sia donando cibo, sia con offerte in denaro.

Ma la vera opportunità è offerta dalla recente legge contro lo spreco alimentare approvata recentemente dal Parlamento. Recuperare le eccedenze alimentari ha un duplice effetto positivo: sull’ambiente attraverso la riduzione dei rifiuti e sulla comunità con la distribuzione del cibo a chi è in difficoltà.

Per i negozianti e per gli operatori della grande distribuzione, donare le eccedenze all’emporio garantisce la non imponibilità agli effetti dell’IVA e permette uno sconto sulla tassa dei rifiuti proporzionale alla quantità di cibo donato.

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