Angela Minaudo, pluripremiata per i suoi patchwork nei maggiori concorsi internazionali

L’artista si è imposta per la seconda volta nel concorso più prestigioso nel campo del patchwork, aggiudicandosi il Grand Prix nella 28esima edizione del Carrefour Européen du Patchwork.
Angela Minaudo
Società

Aveva già vinto nel 2021 con l’opera Wild boy, che aveva ottenuto il premio della giuria nell’edizione dedicata al tema Sauvage. Non pensava di replicare la vittoria Angela Minaudo, originaria di Erice e residente a Gignod, appassionatasi al patchwork grazie a un libro e arrivata in pochi anni sul podio dei più prestigiosi concorsi nazionali e internazionali del settore.

Con la sua opera Invisible Angela è riuscita a conquistare nuovamente la giuria del Carrefour Européen du Patchwork, la competizione che ogni autunno riunisce i più abili artisti del patchwork nei quattro villaggi del Val d’Argent, in Alsazia, sede di una delle più antiche comunità Amish.

Sarebbero stati proprio gli Amish, infatti, a creare e diffondere il quilting, che sfrutta la tecnica del patchwork, basata sull’assemblaggio di pezzi di tessuto, per creare coperte composte da più strati fissati insieme con cuciture decorative. 

“Ho cominciato col patchwork nel 2007, imparando a creare trapunte con disegni geometrici da una signora che mi ha insegnato le tecniche di base. Poi però, andando alle mostre e incuriosendomi, ho capito che mi piaceva di più lo stile pittorico del quilting. Grazie ad alcuni libri di artisti americani, ho realizzato il mio primo quilt art, ritraendo mio figlio Carlo. Avevo molta apprensione ma alla fine è venuto bene perché era somigliante”, racconta Angela.  

Da qui, l’iscrizione all’associazione Quilt Italia e i primi concorsi, portando a casa alcuni premi. Fino alla partecipazione al primo Carrefour Européen du Patchwork.

Se per alcuni anni le sue opere non ricevono premi, regalando però la piccola soddisfazione, un anno, di comparire nella copertina del catalogo, nel 2021 Wild boy colpisce la giuria per il soggetto scelto e la sua realizzazione. “Mentre tutti gli altri avevano declinato il tema Sauvage rappresentando degli animali, io avevo scelto di rappresentare un bambino che si arrampica su un albero. La giuria mi ha assegnato il primo premio, del valore di 3000 euro, con la clausola che il quilt rimanesse all’associazione”.  

Un peccato, secondo Angela, che si separa a malincuore dalle sue opere, tutte gelosamente custodite a casa sua. “Le tengo tutte per me e non le vendo. Vivo d’altro, come lavoro faccio la poliziotta penitenziaria, il patchwork è una passione che da quella vittoria è diventata sempre più importante. Vincere mi ha fatto capire che stavo passando dall’ambito amatoriale a quello professionale”. 

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La gratificazione più importante per Angela non sono i soldi, ma l’apprezzamento delle sue opere da parte del pubblico. “Per me è importante il riconoscimento di quello che metto nei miei lavori. C’è sempre qualcosa che mi riguarda nei miei quilt: il mio pensiero, la mia famiglia, la mia terra. Mi sono accorta che queste emozioni passano e ho visto delle persone commosse dalle mie opere”.

A renderle disponibili al pubblico è stata in particolare l’esposizione di 16 opere richiesta dal Carrefour a seguito della vittoria del 2021. Sedici opere di Angela sono state quindi esposte a Sainte-Marie-aux-Mines, il villaggio principale che ospita il concorso, diventato ormai un pezzo di cuore per tutta la famiglia dell’artista. 

Quest’anno, vincere di nuovo il Carrefour, svoltosi dal 14 al 17 settembre, sembrava difficile. “Quando finisci i lavori dopo un po’ di tempo ti abitui a quello che hai fatto e non ne apprezzi più bellezza, diventa una cosa vista e rivista. Guardando le opere degli altri le trovavo bellissime e pensavo che non avrei mai vinto”.

La sua declinazione del tema Tribù, scelto per il Carrefour di quest’anno, non ha però lasciato dubbi alla giuria. “Sono temi molto ampi, ma io cerco sempre di rappresentarli in modo non banale. Grazie a un suggerimento, ho fatto ricerche sul significato sociologico del termine tribù, scoprendo così l’esistenza di nuove tribù metropolitane, tra cui la tribù degli invisibili”.

Invisible
Invisible

L’ispirazione arriva dalla foto di un clochard con il volto assonnato, che Angela ritrae aggiungendo la frase A te che ci sei ma che non ti si vede, tratta dalla canzone Gli invisibili di Ermal Meta. “Ho aggiunto nel commento anche un’altra frase della canzone, Siamo gli invisibili che salveranno il mondo, spiegando che prima di Ermal l’aveva già detta Gesù!”. 

Adesso, Angela potrà esporre le sue opere in una nuova mostra e proseguirà con i corsi didattici di patchwork cominciati l’anno passato. Troppi però sono i progetti in testa per poter smettere di mettersi all’opera. “Ho un sacco di idee da realizzare, sia per me stessa sia per i concorsi. L’anno prossimo il tema del Carrefour sarà Oceano e non so se me ne lascerò ispirare: sono più mediterranea che oceanica. I concorsi però sono quelli che ti sfidano e mettono la benzina sul fuoco”. 

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