Società di Elena Del Col |

Ultima modifica: 19 Aprile 2021 12:05

Arriva il “sì” di Harvard e di rinomate università per Lorenzo Russotto

Aosta - Lorenzo Russotto, studente dell’ultimo anno del Bérard di Aosta, a dicembre ha ottenuto il primo “sì” di Yale, poi sono arrivati gli esiti positivi di altre 8 prestigiose università tra le 13 a cui si era candidato.

Lorenzo Russotto (foto di Roberto Vassoney)Lorenzo Russotto (foto di Roberto Vassoney)

Yale, Hofstra, Sheffield, Williams College, Harvard… Sono queste alcune delle rinomate università in cui il promettente diciottenne di Saint-Pierre è stato ammesso, dopo due anni di intensa preparazione per i test d’ingresso.

Lorenzo Russotto, studente dell’ultimo anno del liceo scientifico Bérard di Aosta, sogna in grande fin dagli anni delle medie: “Mi ha sempre affascinato l’idea di fare l’università all’estero. All’inizio mi sarebbe piaciuto studiare al MIT, il Massachusetts Institute of Technology di Boston. A partire dalla terza superiore però, quando ho iniziato ad informarmi meglio, ho scoperto che i Liberal arts college (come Standford, Yale e Harvard) hanno un sistema più improntato a una formazione globale, non solo tecnica come quella del MIT e più vicina a come sono sempre stato abituato qui in Italia”.

Inizia così il lungo percorso di studio per i test di ammissione, che ha coperto gli ultimi anni del liceo e in modo particolare le pause estive. “Ho sostenuto gli esami durante la scorsa estate. A causa del covid il SAT, il test standardizzato di ammissione americano, è stato reso facoltativo, ma io l’ho sostenuto comunque. Poi mi sono dovuto preparare per gli esami specifici sulle materie che ogni candidato decide di studiare: per me Fisica, Matematica avanzata e Francese (quest’ultimo per valorizzare la conoscenza di un’altra lingua oltre all’inglese)”. 

Tra scuola e ciclismo, lo sport a cui si dedica a livello agonistico fin da quando era bambino, il tempo non era molto e Lorenzo ha dovuto sfruttarlo al massimo per riuscire a bilanciare ogni impegno: “Si tratta di un progetto che richiede tanto tempo e tanta voglia, ma in qualche modo sono riuscito a non sacrificare nulla. Mi è venuto in aiuto anche il lockdown, per cui sono state annullate tutte le gare di bici, permettendomi di concentrarmi meglio sullo studio. Il ciclismo credo resterà sempre una lezione di vita, perché mi ha insegnato a resistere allo sforzo e a lavorare sotto pressione”. 

Finalmente, a dicembre arriva il primo “sì”: quello di Yale, cui seguono gli esiti positivi di altre 8 prestigiose università inglesi e statunitensi, tra le 13 a cui Lorenzo si era candidato. “Agli studenti ammessi è apparso un video con il bulldog mascotte dell’università. È stata una grande emozione ma soprattutto un grosso sospiro di sollievo, perché fino ad allora non sapevo ancora se tutta la mia fatica sarebbe stata in qualche modo ripagata”. 

Più inaspettata l’ammissione ad Harvard, tra le più celebri e rinomate università al mondo e la più antica e selettiva degli Stati Uniti. “Sinceramente, non me l’aspettavo. Ma, soprattutto, non mi immaginavo che me lo comunicassero in anticipo di tre settimane dal risultato ufficiale. Questo accade solo a un ristretto numero di ammessi che Harvard vuole assolutamente avere nel proprio campus. È stato davvero il doppio della soddisfazione!”. Harvard, che quest’anno ha ammesso solo il 2% degli iscritti, è la scelta definitiva di Lorenzo: “Innanzitutto ha un vantaggio sulle altre università, per quanto riguarda le materie scientifiche, nella ricerca e nel campo imprenditoriale. Poi, grazie alla cross registration che esiste tra Harvard e il MIT, per cui gli studenti di un istituto possono seguire anche i corsi dell’altro, riuscirò in qualche modo a realizzare tutti i progetti che ho fin dalle medie!”. 

Lorenzo l’anno prossimo studierà Fisica, ma avrà tempo fino al secondo anno per decidere il suo corso di studi vero e proprio: “Dopo l’università, mi piacerebbe fare ricerca o intraprendere qualche progetto a livello imprenditoriale, magari con qualche compagno di studi se ce ne sarà l’occasione”. Di intraprendenza Lorenzo ne ha già mostrata parecchia. Durante il primo lockdown ha infatti creato, con il supporto dell’imprenditore milanese Mattia Pastore, P2P E-learning Italia, la prima piattaforma su scala nazionale di lezioni on demand e incontri live completamente gratuita. Nonostante i numerosi impegni, Lorenzo sta portando avanti il progetto, che diventa sempre più ambizioso: “La piattaforma sta pian piano evolvendo: abbiamo iniziato un nuovo corso, che sto seguendo io come tutor, per prepararsi al SAT, il tipo di test d’ingresso che ho sostenuto. Io sono stato fortunato perché, a differenza di quanto accade soprattutto negli Stati Uniti, non ho dovuto ricorrere a tutor privati per la mia preparazione, ma mi sono bastati i libri e alcuni corsi online. Credo che questo nuovo corso gratuito che offriamo sia una buona opportunità per farsi aiutare da chi ha già passato il test e lo conosce: è importante investire sul proprio futuro, ma ci sono molte risorse online per prepararsi senza spendere troppo”. 

Studio, tempo e passione: questa è la ricetta che Lorenzo consiglia per chi è interessato a un percorso simile al suo. Il terzo ingrediente, che riguarda in particolare le attività extrascolastiche, è complementare e altrettanto importante rispetto ai primi due: “All’estero per l’ammissione all’università non si considerano solo voti scolastici e test d’ingresso, ma anche saggi, interviste e lettere di motivazione, in cui il candidato deve dimostrare di mettere impegno e passione nelle attività extrascolastiche a cui si dedica. La commissione è molto interessata a capire il ruolo che il candidato ha nella comunità e nella sua scuola”.

Al suo passatempo sportivo Lorenzo potrà dedicarsi con più calma quest’estate, ma adesso lo aspetta l’ultimo sprint prima del meritato riposo: “Sono più tranquillo visto che la maturità consisterà nella sola prova orale, ma un po’ mi dispiace di non poter concludere con l’esame completo. Credo in ogni caso che l’elaborato sia un buon compromesso, anche per poter mettere del proprio nella prova finale. Quest’estate finalmente potrò riposarmi un po’ e poi, tra la metà e la fine di agosto, partirò per gli Stati Uniti… Non vedo l’ora!”.

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