Etichette come ‘biologico’, ‘biodinamico’ e ‘naturale’ sono sempre più alla moda ma, se molti clienti non hanno chiara la differenza, i produttori, dal canto loro, spesso giocano su questi slogan senza rispettarne davvero i criteri e la filosofia.
Proprio per sensibilizzare la popolazione valdostana sul valore della viticoltura naturale, da sei anni il borgo di Crétaz, in Valtournenche, ospita il Festival dei vini naturali La Vague.

Quest’anno l’evento, che in programma sabato 1° agosto 2026, è preceduto per la prima volta da una serie di appuntamenti ad Aosta, intitolati significativamente “Aspettando La Vague 2026” e organizzati dalla Cooperativa Lo Pan Nër.
Presentati alla stampa nella location suggestiva del Chiostro di Sant’Orso di Aosta oggi 4 giugno 2026, le degustazioni gratuite, ospitate nella Bottega Lo Pan Nër di Aosta in via Sant’Anselmo 98, partiranno questo weekend per proseguire fino a luglio.

“Dal 1993, anno in cui siamo nati, la nostra cooperativa vuole diffondere il messaggio di mangiare biologico, rispettare la terra e chi la lavora”, ha spiegato la presidente di Lo Pan Nër Renata Péaquin. “Per questo, ci è sembrato importante collaborare con il festival, per portare attenzione a un prodotto importante per il nostro territorio come il vino naturale”.
Le degustazioni ad Aosta vedranno come protagonisti le principali aziende valdostane che si impegnano nella viticoltura naturale. Il festival del 1° agosto, invece, si aprirà anche a viticoltori provenienti da tutta Italia, dal Vallese svizzero e dalla Savoia francese.
“L’idea alla base del festival è quella di rendere la Valle d’Aosta un carrefour della viticoltura naturale”, spiega l’ideatore e promotore Edoardo Camaschella.

L’evento, così come le degustazioni aostane pensate come ‘anteprima’, intende promuovere conoscenza attorno a una viticoltura attenta a qualità, territorio e sostenibilità, con un occhio di riguardo ai giovani. “Cerchiamo di tenere basso il prezzo di ingresso, che sarà di 15€, per permettere anche ai giovani di partecipare”, aggiunge Camaschella. “Non ci sono ticket, perciò si potrà assaggiare ciò che si vuole, nei limiti del consentito”.
La giornata sarà arricchita anche dall’accompagnamento musicale di un dj set e dall’esibizione di artisti locali e stranieri.

Protagonisti del festival saranno i vini di montagna che, come spiega Maschella, “sono i meno elaborati tra tutti, perché subiscono il minor numero di trattamenti in cantina”.
Tra tutti i vini, però, La Vague seleziona quelli che lavorano in modo naturale. Un concetto non semplice da definire e che spesso si confonde con il ‘cugino’ biologico.
Se la viticoltura biologica è regolamentata da rigide norme europee, che vietano l’uso di pesticidi, erbicidi e concimi chimici di sintesi, permettendo invece alcuni trattamenti antiparassitari, la viticoltura naturale invece non ha una certificazione ufficiale, ma adotta pratiche ancora più restrittive del biologico.

“Quando si parla di viticoltura naturale, la si può intendere come uno slogan privo di significato, oppure, nel nostro caso, come un movimento che va oltre il biologico, producendo il vino con il minor uso di sostanze e di additivi possibili”, ha spiegato Fabio Turco, uno dei vigneron valdostani protagonisti di “Aspettando La Vague 2026”.
“Il biologico per noi non è un punto d’arrivo, ma di passaggio, perché pensiamo si possa andare oltre, sia in vigna sia in cantina. I vini sono tra i prodotti più sofisticati in assoluto, ma fino all’anno scorso non c’era l’obbligo di inserire in etichetta tutti gli ingredienti. Noi cerchiamo di non aggiungere niente al vino e di cercare tutto nell’uva, senza usare rame e zolfo, praticando la fermentazione spontanea e sfruttando tecniche per stimolare le difese immunitarie della pianta”.

Le date delle degustazioni di “Aspettando La Vague 2026”, con orario dalle 15 alle 18, sono:
- sabato 6 giugno con Il Ritmo della Terra e Les Granges
- sabato 20 giugno con Nadir Cunéaz e Leffrey
- sabato 4 luglio con Vintage
- sabato 11 luglio con Noussan e Andrea Barbieri
