Banca Italia: presentata la nota sull’andamento economico della Valle d’Aosta

La fotografia che fa Bankitalia sulla Valle d'Aosta è di stagnazione. L'economia, infatti, non cresce lo scorso anno è diminuito diminuito dello 0,3% contro una crescita del PIL che, a livello nazionale, e' dell'1,2%....
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La fotografia che fa Bankitalia sulla Valle d’Aosta è di stagnazione. L’economia, infatti, non cresce lo scorso anno è diminuito diminuito dello 0,3% contro una crescita del PIL che, a livello nazionale, e’ dell’1,2%.
La Nota della Banca d’Italia mette in rilievo come, nell’ultimo decennio, il sistema economico valdostano si sia orientato al terziario con imprese tendenzialmente molto piccole, con 3,3 addetti a fronte di una media di 3,6 addetti a livello nazionale.
Dall’analisi emerge un settore industriale caratterizzato da una debolezza della domanda interna ed estera e un livello di investimenti ancora contenuto. Dal punto di vista dell’export, sono i prodotti in metallo a registrare i risultati più significativi con una crescita del 40,5% rispetto al 2003.
“Sul fronte turistico – ha spiegato Ignazio Lagastra, coadiutore dell’Ufficio segreteria e vigilanza della Banca d’Italia – si osserva un calo sia negli arrivi sia nelle presenza, anche se va sottolineato che il 2003 e’ stato un anno record per l’Adunata degli Alpini e per il caldo eccezionale che ha spinto molti turisti in montagna”.
Il mercato del lavoro e’ segnato da un calo del numero di occupati che nel 2004, secondo i dati Istat, si attesta con una flessione dell’1,6%. “Il tasso di disoccupazione – ha spiegato Lagastra – e’ del 3%, mentre e’ in calo il numero di persone in cerca di lavoro”. L’Istat ha modificato profondamente i criteri statistici in questo ambito e, secondo Antonella Del Santo, “questi dati devono essere presi con una certa cautela soprattutto se paragonati a quelli degli anni precedenti”. Aumenta la diffusione dei contratti a tempo determinato, in quanto, secondo la Nota della Banca d’Italia, i due terzi degli avviamenti al lavoro avvengono attraverso questa forma.
“Per quanto riguarda il sistema creditizio locale – ha sottolineato Damiano Capolupo, coadiutore dell’Ufficio segreteria e vigilanza della Banca d’Italia – la ricerca fa emergere un aumento del 14,9% dei prestiti bancari richiesti dalle famiglie, contro una media del 6,2% nel 2003″. Secondo Capolupo, questo fenomeno – e’ legato alla maggiore propensione al consumo da parte delle famiglie valdostane e a una maggiore offerta di credito da parte di istituti bancari e non bancari”.”Nel corso del 2004 – ha ribadito Capolupo – il risparmio delle famiglie valdostane si e’ orientato su attività a basso rischio, su investimenti a termine e su titoli di Stato e obbligazioni bancarie”.

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