“Caso Cogne”, la difesa ipotizza l’utilizzo di uno scarpone come arma del delitto

Finalmente è nota la nuova linea difensiva elaborata da Paola Savio dello studio legale Chicco di Torino, che ha assunto la difesa di Annamaria Franzoni dopo la rinuncia di Carlo Taormina. La consulenza tecnica messa a punto dal...
Società

Finalmente è nota la nuova linea difensiva elaborata da Paola Savio dello studio legale Chicco di Torino, che ha assunto la difesa di Annamaria Franzoni dopo la rinuncia di Carlo Taormina.
La consulenza tecnica messa a punto dal professor Carlo Torre e da due sue collaboratrici, per incarico dell’avvocato Paola Savio, è stata depositata questa mattina presso la cancelleria della Corte d’Assise a Torino.
Nel documento, completo di analisi e considerazioni, avvalorate da fotografie e cd rom, Carlo Torre vanza alcune ipotesi riguardo all’arma del delitto, che a suo parere potrebbe essere una pesante calzatura con la suola ?a carro armato?.
L’équipe di esperti della difesa ha annunciato di essere giunta a questa conclusione dopo avere svolto una ricerca sulle lesioni prodotte da uno scarpone sul cranio di una persona, un cranio, ha sottolineato Torre, ?come quello del piccolo Samuele, particolarmente sottile a causa di una disfunzione?.

Secondo Torre, infine, la persona che ha ucciso Samuele Lorenzi potrebbe avere utilizzato una scala della villetta di Cogne per allontanarsi dopo l’aggressione, come potrebbe dimostrare una macchia ritrovata sulla parete lungo la scala, compatibile un ipotetico slittamento della scarpa.

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